Voglio il divorzio: come affrontare la fine di una relazione con la Compassion Focused Therapy

di Susanna Linetti, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione in psicoterapia “Humanitas” di Milano 

 

In Italia, negli ultimi anni, abbiamo sentito sempre più spesso parlare di coppie di amici, familiari o di conoscenti che hanno deciso di divorziare. Ma quali sono le conseguenze sul piano psicologico per i futuri ex coniugi? Quali sono le conseguenze per i figli, quando presenti? Come affrontare questo grande cambiamento?

 

La Compassion Focused Therapy (CFT) può offrire strumenti utili per gestire e superare il senso di colpa e la vergogna che spesso accompagnano una o entrambe le parti, accettare la fine della  relazione e comprendere che il divorzio può essere un nuovo inizio, e non la fine di tutto.

 

 

Il fenomeno del divorzio oggi

 

Immagina di essere con un amico/a o con un familiare davanti a un caffè e improvvisamente confida quanto il suo matrimonio sia infelice, che nel rapporto “non c’è più niente da fare” e che l’unica alternativa è divorziare.  

 

Se ti è mai capitato almeno una volta nella vita, ciò conferma che non è un evento così raro: in Italia, il fenomeno del divorzio è molto frequente. Anche se nell’ultimo anno i casi di divorzio hanno subito una flessione, le separazioni e i divorzi sono sempre stati un fenomeno in costante crescita dall’introduzione della legge sul divorzio nel 1970 (Report Istat, 2023), fino al 2015/2016 , anno nel quale ci fu il maggiore numero di richieste di divorzio mai registrato (+57,5%).  

 

Un altro evento che ha impattato sulla domanda di separazione e divorzi è stata la pandemia da COVID19. Tuttavia, nel 2021 e nel 2022 si è potuto osservare un ridimensionamento del fenomeno, in cui le domande di separazione e di divorzio sono calate rispettivamente del 8,2% e dello 0,7%. 

 

Ma quali sono le conseguenze sul piano psicologico per i coniugi e per gli eventuali figli?  Nei prossimi paragrafi, analizzeremo il fenomeno più da vicino. 

 

Le conseguenze psicologiche del divorzio sulla coppia…  

 

Il divorzio non è un evento semplice da affrontare, per nessuno dei componenti della famiglia. Anzi, soprattutto nei casi in cui un coniuge subisce la decisione dell’altro di separarsi, viene vissuto come una sorta di lutto ed è normale che si provi un forte dolore.

 

Secondo Emery e Sbarra (2005) e il loro modello ciclico del lutto, ci sono tre emozioni che all’inizio compaiono simultaneamente e con una forte intensità: 

  • Amore, inteso come nostalgia per la perdita o la speranza che tutto torni come prima;
  • Collera, dovuta alla sensazione di essere stato ingannato e che porta a vedere l’altro come la causa di tutto;  
  • Tristezza, legata ai sentimenti di solitudine e sconforto che la separazione comporta. 

 

Tali emozioni, se riconosciute e trattate in maniera adeguata, possono portare all’accettazione del divorzio (Cortaro, 2019).

 

Inoltre, il disadattamento coniugale, può portare, per tutti i membri della famiglia coinvolti, disturbi psicologici come ansia, depressione e dipendenza da internet, legati a un forte senso di autocritica (Shavandi e Veshki, 2024). 

 

…e sui figli

 

Secondo gli studi, un figlio minorenne rischia di vivere un disagio psicologico più o meno grave e la differenza dipende principalmente dal rapporto che hanno i due genitori sia pre che post separazione. 

 

Se i genitori, dopo la separazione, sono più sereni e hanno un rapporto migliore, anche i figli staranno meglio. Se invece la separazione viene vissuta come un “fulmine a ciel sereno” o vi è un alto livello di conflittualità, allora il rischio di disagio psicologico aumenta (Bellotto 2023) e si possono manifestare problemi di tipo comportamentale come scoppi di aggressività, rabbia, ansia e tristezza. 

 

“Che cosa diciamo ai ragazzi?”

 

È molto comune che i genitori, quando hanno dei figli nel pieno dell’adolescenza, si chiedano come affrontare l’argomento “separazione” nel miglior modo possibile: quando i figli sono adolescenti, comprendono cosa sta succedendo e sono naturalmente in una fase di cambiamento.

 

Anche in questo caso, secondo le ricerche, vi sono due possibili traiettorie che dipendono dall’evoluzione naturale del pensiero, dalla qualità della relazione genitore-figlio e dalla percezione del divorzio. 


La prima è che l’adolescente sviluppi nuove strategie di coping e di comprensione per fronteggiare le situazioni potenzialmente stressanti a cui è esposto. La seconda è che possa essere esposto al conflitto, diventando più sensibile a situazioni stressanti e sviluppando sia problematiche internalizzanti, intese come tutte le difficoltà che la persona mantiene dentro di sè, che problematiche esternalizzanti, ovvero tutte quelle problematiche che vengono riversate all’esterno dal soggetto che ne soffre. Tra le difficoltà internalizzanti possono manifestarsi sintomi come ipercontrollo, bassa autostima, depressione, disturbi psicosomatici, ansia. Le difficoltà esternalizzanti si potrebbero manifestare attraverso disturbi della condotta, disturbo oppositivo provocatorio e una difficoltà nella gestione della rabbia (Bellotto, 2023). 

 

La Compassion Focused Therapy: in breve

 

In tutto questo mare di incertezze, come può essere di aiuto la Compassion Focused Therapy (CFT)? Secondo Gilbert (2012), il benessere psicologico degli individui si basa sul bilanciamento di tre sistemi di regolazione affettiva: sistema di protezione dalla minaccia, sistema di ricerca di stimoli e sistema calmante. Quando vi è uno sbilanciamento tra i tre, possono nascere disagio psicologico o psicopatologie. 

È come preparare un piatto complesso: basta un ingrediente sbagliato per rovinarne il sapore. Le emozioni come vergogna, rabbia, ansia e senso di colpa possono alterare il “gusto” delle relazioni. Il terapeuta, come uno chef esperto, usa la CFT per bilanciare questi “ingredienti”.

 

Come può essere d’aiuto la CFT?

 

Per riprendere la metafora, il terapeuta può essere visto come lo chef che può bilanciare la portata. La Compassion Focused Therapy e gli strumenti che la compongono sono gli ingredienti che possono bilanciare il piatto, anche quando l’incidente in cucina è accaduto. 

 

L’obiettivo della CFT  è quello di lavorare su queste emozioni andando ad attivare il sistema calmante, diminuendo l’iperattivazione degli altri due sistemi e sviluppando una mente compassionevole (Gilbert, 2012). Molti studi hanno mostrato l’efficacia della CFT in contesti di divorzio, come quello di Shavandi e Veshki (2020), che si è focalizzato su come la terapia riduca autocritica e ansia nelle donne divorziate, migliorando il loro benessere psicologico.

 

Attraverso la pratica della mindfulness e di esercizi esperienziali, gli individui possono imparare a essere più compassionevoli con se stessi e con gli altri, aumentando la fiducia in se stessi e diminuendo l’autocritica. 

 

Per approfondire:

 

Bellotto A. 2023. Divorzio e conflitto genitoriale: effetti sul benessere psicologico degli adolescenti. Elaborato finale. Corso di Laurea in Scienze Psicologiche dello Sviluppo, della Personalità e delle Relazioni interpersonali. Università degli Studi di Padova, Facoltà di Psicologia 

Cortaro L (2019) “Quando il divorzio psicologico non si raggiunge: la guerra del legame disperante” State of Mind (https://www.stateofmind.it/2018/02/divorzio-legame-disperante/)

Gilbert P. (2012) “La terapia focalizzata sulla compassione: caratteristiche distintive” FrancoAngeli

Istat (2023) Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi: anno 2022 https://www.istat.it/it/files//2023/12/REPORT_matrimoni-seprazionei-dic2023.pdf

Shavandi, H; Veshki, S.K. (2020) “Efficacia della terapia incentrata sulla compassionesull’autocritica delle donne che chiedono il divorzio” Rivista di educazione e promozione della salute 10(1):p 15

Vidal, J.; Soldevilla, JM (2023) “ Effetto della terapia focalizzata sulla compassione sull’autocritica e sull’autoconsolazione: una meta analisi” British Journal Clinical Psychology 62 (1): 70-81

Dott.ssa Susanna Linetti

Psicologa clinica, laureata presso l’Università degli studi di Bergamo, psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia “Humanitas” di Milano. Mi occupo prevalentemente di autismo, lavorando come terapista ABA. Nel corso della mia formazione, ho maturato un particolare interesse per la self compassion come modello terapeutico e per le sue applicazioni cliniche