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Sviluppo cerebrale in-life-on-line di adolescenti e preadolescenti

di Agnese Novelli, psicologa e psicoterapeuta 

 

Una cosa davvero speciale di noi esseri umani è che mentre impariamo a conoscere il mondo, cresciamo e arriviamo a conoscere anche noi stessi.

 

Spesso si sente dire:“Mio figlio deve avere più opportunità di quante ne ho avute io. Deve poter sfruttare ogni occasione della vita. Deve essere intelligente, sapere molte cose”. E ancora: “Mio figlio ha bisogno di essere stimolato, ha bisogno dei giocattoli giusti. Deve frequentare corsi di ogni genere fin dai primi anni di vita, dalla piscina alla ginnastica baby, fino al cinese per bambini”.  

 

Nel percorso di crescita non è solo il nostro corpo ad aver bisogno del nutrimento adeguato, ma anche la nostra mente. Il nutrimento mentale sono le informazioni che il cervello assorbe per crescere e formarsi, informazioni che arrivano dalle interazioni e dalle esperienze che ciascuno fa nella propria vita. Il nutrimento mentale deve essere adatto alla mente come l’alimentazione deve essere adeguata alla digestione. Rimanendo nella metafora del cibo, un’alimentazione sbagliata può causare danni, non solo al nostro corpo, ma anche alla nostra mente. Infatti, come ad esempio, i neonati non tollerano un piatto di arrosto di maiale con patatine fritte e per questo vengono nutriti con semolino e alimenti appositi, allo stesso modo, sottoporre bambini molto piccoli, già dall’infanzia, alla visione di costanti brevi video, non permette loro di allenarsi a mantenere l’attenzione sostenuta necessaria a rimanere su un compito. 

Progetto UNA RETE PER LA SCUOLA

 

L’istituto comprensivo Bismantova, posto ai piedi della pietra di Bismantova nell’Appennino Reggiano, ha unito scuola e comunità per prendersi cura di un’abitudine sempre più diffusa e che sta creando disagio nei ragazzi: l’utilizzo di cellulare e di altri dispositivi (pc e tablet).

 

L’istituto comprensivo comprende due scuole dell’infanzia, tre scuole primarie di primo grado e due scuole secondarie di primo grado. Nella primavera del 2023 , ha somministrato ai suoi studenti della secondaria di primo grado un questionario online anonimo atto a comprendere il tempo che questi spendono quotidianamente al cellulare e l’uso che ne fanno (canali social, giochi, musica, ecc..). 

Nonostante il campione non sia numeroso (circa 300 studenti), quindi poco rappresentativo dal punto di vista metodologico, purtroppo si ritiene rifletta la situazione nella nostra società odierna.

Dai risultati è emerso che il 7,07% degli studenti del primo anno usi il cellulare più di 5 ore  al giorno. Valore che aumenta con l’età: 12,3% al secondo anno e 24,4% nel terzo anno. 

Dai dati si deduce che l’ aumento, dal primo al secondo anno di scuola, sia di più del triplo.

 

5 ore al giorno equivalgono a un part-time! 

 

Nel suo libro “Fuoriclasse. Storia naturale del successo”, Malcom Gladwell sostiene che 10.000 ore siano in genere la quantità di tempo necessaria a diventare esperti in qualsiasi campo. Ciò significa che come attività secondaria, molti dei nostri ragazzi hanno scelto di affinare una tecnica che ha un uso limitato al di fuori di un particolare ambito, se si escludono i giovani che puntino a professioni legate all’informatica.

 

Il progetto promosso dall’Istituto Bismantova ha previsto 3 incontri.

  • Il primo dedicato a genitori e insegnanti (genitori anch’essi!), in cui la psicologa scolastica ha offerto loro maggiori informazioni sul funzionamento di cervello di  preadolescenti e adolescenti, e delle conseguenze connesse all’utilizzo del cellulare in queste peculiari fasce d’età, porgendo maggiore attenzione alla fase preadolescenziale. 
  • Al secondo incontro hanno partecipato, insieme, studenti e loro genitori, guidati da un educatore che, da anni, collabora con la scuola per promuovere un utilizzo più consapevole del cellulare. 
  • Nell’ultimo incontro, rivolto alla comunità montana allagata, è stato invitato il Dott. Alberto Pellai che ha portato il suo punto di vista sul tema:  “Tutto troppo presto”.

 

Le informazioni che seguono sono quelle condivise con i genitori durante il primo incontro. 

 

Periodi critici e rinnovo cerebrale

 

Il timing non è tutto, ma in alcuni specifici momenti della nostra vita può fare davvero tutta la differenza. Durante la nostra crescita ci sono periodi definiti critici, poiché fondanti per l’acquisizione di competenze specifiche. Non è questo il luogo per approfondire nel dettaglio, ma proviamo anche solo per un attimo a pensare al linguaggio e a ciò che accadrebbe se il contesto intorno a noi non fosse fertile all’acquisizione di questa fondamentale competenza umana nel suo periodo critico di acquisizione. 

 

Nel precedente articolo abbiamo trattato le peculiari caratteristiche della mente adolescente, ponendo uno sguardo al ruolo della dopamina. Di seguito, vedremo insieme quali modificazioni strutturali, quindi anche funzionali, avvengano nel nostro cervello tra gli 11 e i 13/14 anni, quanto questa fase della vita sia critica nella strutturazione di un sistema relazionale adeguato alla crescita e cosa accade quando, in questa delicata fase di modificazione cerebrale, i nostri giovani preadolescenti  si relazionano, quotidianamente e per molte ore al giorno,  con il cellulare in modo semplice e veloce.

 

Diventare adolescenti significa anche cambiare mente. Il processo di integrazione che avviene in adolescenza è preceduto da due cambiamenti strutturali che avvengono nel cervello in preadolescenza. Modificazioni che possono indurre a significativi cambiamenti nel nostro modo di pensare, agire e essere.

  1. Graduale processo di pruning sinaptico che,  in risposta al contesto, promuove uno sfoltimento delle connessioni poco usate e favorisce una ridefinizione delle aree cerebrali.
  2. Progressiva mielinizzazione che permette un miglioramento a livello connettivo, quindi una migliore e più veloce comunicazione tra le aree prefrontali, corticali e sottocorticali. La mielina è una guaina che riveste l’assone del neurone e aumenta la velocità e l’efficienza connettiva interneurale, poiché permette al segnale nervoso di avere una conduzione saltatoria. 

 

Quali sono le connessioni che i nostri ragazzi stanno rinforzando?

 

La plasticità neuronale umana offre una maggiore responsabilità alla storia di apprendimento personale dell’individuo. I contesti di vita in cui siamo costantemente inseriti, le interazioni e le relazioni sono occasioni per sviluppare il nostro comportamento sociale e assolvono anche una funzione fondamentale nel processo di integrazione cerebrale: influenzano le connessioni presenti nel cervello.

 

Il contestualismo funzionale  argomenta quanto l’ambiente in cui l’individuo vive e cresce influenzi la selettività dei comportamenti che può mettere in campo. Il contesto ha un ruolo fondamentale nel selezionare le connessioni da eliminare/preservare (pruning) e rinforzare (mielinizzazione). 

 

In questo momento storico, il contesto che la nostra società sta rinforzando offre ai nostri ragazzi molte ore al giorno spese al cellulare e/o con altri dispositivi elettronici. Quello che preoccupa è che questo comportamento si stia informando come abitudine e, come tale, considerato “normale”.

 

I preadolescenti e gli adolescenti di oggi fino ai 20-25 anni rappresentano la prima generazione di giovani esposta a un numero incredibile di distrazioni elettroniche e sono soggetti a un’intera serie di nuove influenze. 

 

I network sociali online soddisfano il bisogno fondamentale dell’uomo di avere contatti con il prossimo. Quante ore trascorriamo a chiacchierare e spettegolare sulle persone che conosciamo, amici, vicini di casa..? Allo stesso modo quanto tempo passiamo a chiacchierare e spettegolare sui personaggi ricchi, belli e potenti che conosciamo in modo virtuale? Soprattutto quanto tempo trascorriamo online per mantenere i contatti con le persone a noi significative (familiari, amici, colleghi…)?

 

Chi tuttavia crede che questa nuova opportunità di contatto abbia solo risvolti positivi si sbaglia.

L’anonimato della rete provoca non solo una riduzione dell’autocontrollo e una corrispondente diminuzione dello sforzo per mantenere un comportamento sociale adeguato, ma impatta anche nello sviluppo di un sistema relazionale adeguato ai bisogni dell’essere umano che prevede l’interazione con l’altro di persona. 

La  costruzione di competenze sociali aiuta le persone a subire meno danni dai social network e a utilizzarli con una maggiore consapevolezza; mentre chi, al contrario, non ha ancora avuto l’occasione di sviluppare e allenare un comportamento sociale dal vivo e fin da bambino/ragazzino instaura gran parte dei propri contatti sociali quasi esclusivamente in rete, costruendo la propria sfera sociale nel mondo virtuale, corre il rischio di non acquisire una competenza sociale utile alle interazioni sociali, poiché le aree del cervello adibite al comportamento sociale non si sviluppano in modo adeguato alle richieste del contesto interpersonale.

 

Conclusioni

Sappiamo che gli adolescenti hanno sempre commesso atti impulsivi e sconsiderati, ma gli strumenti digitali che hanno oggi a disposizione hanno accresciuto in misura esponenziale sia i pericoli sia le conseguenze di tali azioni. Inoltre, la tecnologia rappresenta l’ennesima occasione di inseguire la novità e, poiché è facilissimo stimolare il cervello adolescente, basta il più recente giocattolo digitale per farli distrarre. 

Siamo a conoscenza della potenza del rinforzo intermittente e quando sia implicato nella dipendenza. La dipendenza dall’utilizzo di internet, come altri tipi di dipendenze, si basa sull’imprevedibilità: appena i giovani stabiliscono un contatto con altre persone, attraverso il portale d’accesso, appena provano piacere, sono portati ad accedervi il più possibile per riprovare quella stessa sensazione. 

La cascata di neuroprocessi che attiva il circuito cerebrale della ricompensa e l’abbondante rilascio di gratificante dopamina è innescata altrettanto facilmente dall’introduzione nel mercato dell’ultimo I-Phone come dall’alcol, dall’erba, dal sesso o da una macchina veloce. 

Riconoscendo che cresce quello a cui diamo attenzione, la domanda è: “Cosa stiamo rinforzando?”.

 

Per approfondire

 

Martin, G. & Pear, J. (2000). Strategie e tecniche del comportamento. La via comportamentale. McGraw-Hill: Milano.

Moderato, P. (2010). Interazioni umane. Manuale di psicologia contestualista. Franco Angeli: Milano.

Schaffer, H.  R. (2008).  I concetti fondamentali della psicologia dello sviluppo. Raffaello Cortina Editore

Bibliografia

Jensen, F.E & Nutt, A.E. (2015). Il cervello degli adolescenti. tutto quello che è necessario sapere per aiutare i nostri figli. Mondadori: Milano. Versione Kindle.

 

Gladwell, M. (2010) “Fuoriclasse. Storia naturale del successo”. Mondadori: Milano. Versione Kindle.

 

Siegel, D.J. (2014). La mente adolescente. Raffaello cortina: Milano.

 

Spitzer,  (2019). Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi. Corbaccio: Milano.

 

Agnese Novelli, psicologa e psicoterapeuta.

Specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale presso ASCCO di Parma dove ha conosciuto l’Acceptance and Commitment Therapy – ACT e la Mindfulness, verso le quali ha mostrato fin dall’inizio interesse e curiosità. Dal 2018 è membro del direttivo di ACT ITALIA e membro dell’équipe Leaves – Psicologia Applicata. I principali ambiti di intervento come libera professionista presso lo Studio Leaves di Reggio Emilia sono: percorsi educativi e clinici rivolti ad adolescenti e adulti; formazione e sostegno in ambito scolastico; percorsi clinici per persone con disturbi d’ansia e dell’umore