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Soffri il cambio di stagione? Scopri cos’è la depressione stagionale

Cristiana Vittoria Stefani – Centro Interazioni Umane

Quando le temperature cominciano a calare e le ore di luce sole diminuiscono, è possibile provare dei sintomi che richiamano quelli della depressione. Quest’ultima si caratterizza per perdita di interesse nelle attività, alterazione del sonno e del peso, tristezza, perdita di energia, senso di inadeguatezza. Per qualcuno è una normale risposta al cambio di stagione, in quanto è plausibile sentirsi giù di morale nei mesi invernali. Per qualcun altro, invece, questa condizione consiste in un vero e proprio disturbo, chiamato Disturbo Affettivo Stagionale (Seasonal Affective Disorder, SAD), più comunemente noto con il nome di depressione stagionale.

In questo articolo approfondiremo di cosa si tratta e come possiamo agire d’anticipo per prevenirlo.

 

Molto più di un cambio stagione: cosa sappiamo?

Il Disturbo Affettivo Stagionale (SAD) ha una cadenza quasi annuale ed è caratterizzato da un andamento che segue, come dice il nome, le stagioni. Si manifesta verso ottobre o novembre, peggiora significativamente attorno ai mesi di gennaio e febbraio, ai quali segue un recupero spontaneo nei mesi primaverili. Durante gennaio e febbraio le persone affette da SAD potrebbero sperimentare un vero e proprio episodio depressivo. Come riconosciuto dall’American Psychological Association (APA), questo avviene perché spesso il periodo natalizio richiede un impegno sociale di ampia portata da parte di tutti noi e le persone con SAD potrebbero rendersi conto di dover affrontare ancora due mesi invernali.

L’APA ha stimato che, invece, circa il 3% della popolazione mondiale soffre di una forma più rara di SAD che si presenta in primavera, con una successiva remissione dei sintomi con l’avvento dell’autunno. Indipendentemente dalla stagione in cui il Disturbo Affettivo Stagionale si presenta, la gravità delle manifestazioni cliniche è variabile. Infatti, ci sono anche forme più lievi, conosciute come “sotto-sindromi” (S-SAD).

Un’alta percentuale della popolazione mondiale, che tocca il 10%, presenta i sintomi tipici della depressione stagionale di tipo invernale. Tendenzialmente è più comune nei più giovani, con età di insorgenza compresa tra i 18 e i 30 anni, e colpisce principalmente le donne. Uno studio (2007) ha stimato che in Italia circa il 3.5% presenta i sintomi tipici del Disturbo Affettivo Stagionale e che la prevalenza delle sotto-sindromi arriva anche a 11.5%.

 

Riconoscere i sintomi

L’American Psychiatric Association (APA) classifica il SAD come un disturbo depressivo maggiore con andamenti stagionali. Questa classificazione ci spiega perché nel Disturbo Affettivo Stagionale sono frequenti alcuni sintomi cognitivi, affettivi, comportamentali e fisici caratteristici della depressione. Questi includono:

Dal punto di vista cognitivo
– Difficoltà a concentrarsi
– Perdita di interesse nelle attività sociali

Dal punto di vista affettivo
– Tristezza
– Irritabilità

Dal punto di vista comportamentale
– Evitamento dei contesti sociali
– Diminuzione delle attività quotidiane
– Svalutazione
– Rallentamento nei movimenti

Dal punto di vista fisico
– Mancanza di energia e interesse
– Isolamento sociale

Oltre ad avere una sintomatologia simile a quella di un episodio depressivo tipico, il disturbo affettivo stagionale invernale è caratterizzato anche da alcuni sintomi specifici:

– Un umore triste e abbattuto (deflesso), ma comunque reattivo
– Un umore che peggiora nelle ore serali, al contrario della depressione tipica, in cui è più deflesso al mattino;
– Una maggiore voglia di carboidrati;
– Un maggiore ritiro sociale, descritto come una sensazione di “ibernazione”.

Come descritto dal nome, la depressione stagionale ha un andamento che coincide generalmente con il cambio di stagione. Se sei curioso di scoprire perché i sintomi della depressione stagionale cambiano con il cambio di stagione continua a leggere.

 

Perché la depressione stagionale viene con il cambio di stagione

Ad oggi, le cause della depressione stagionale non sono esattamente chiare. Le ricerche condotte sul tema hanno mostrato che la diminuzione della luce solare legata al cambio di stagione gioca sicuramente un ruolo fondamentale. Quando si passa da una stagione all’altra il nostro orologio biologico cambia e ha un impatto sulla regolazione dell’umore, sui ritmi circadiani e inevitabilmente sul nostro corpo che fatica a adattarsi a questi cambiamenti. Inoltre, l’alterazione del sonno provoca anche un aumento della produzione di melatonina, motivo per cui le persone con SAD sono spesso fiacchi e assonnati.

La riduzione di ore di sole potrebbe spiegare anche perché questo disturbo è più frequente nei Paesi lontani dell’equatore, ovvero quelli con latitudine maggiore e più variazione nella quantità di luce tra le stagioni. Infatti, Norman E. Rosenthal, lo studioso che per primo ha formalmente descritto la depressione stagionale, ha ipotizzato che l’andamento stagionale potrebbe essere influenzato dalla latitudine terrestre.

Infine, alcuni studi sulla depressione stagionale hanno mostrato che una diminuzione della luce solare può portare a una conseguente carenza della vitamina D. Questa è responsabile dell’aumento della serotonina, più comunemente nota come “ormone della felicità”, e ciò potrebbe spiegare lo specifico umore deflesso nella Depressione Stagionale.

Nonostante le cause della depressione stagionale non siano del tutto chiare, esistono diverse opzioni che possono guidarci nella sua cura e nella sua prevenzione.

 

Come si può curare la depressione stagionale?

«Se sopraggiunge l'inverno, può la primavera essere ancora lontana?» (P.B. Shelley, Ode to the West Wind)

Quando la depressione stagionale compromette le principali aree di vita dell’individuo, come l’area sociale, cognitiva e affettiva, può essere utile rivolgersi a un professionista, esperto del settore. Le opzioni a disposizione sono differenti e includono la psicoterapia, la fototerapia e la farmacoterapia.

Le linee guida APA e National Institute for Health and Care Excellence (NICE) sulla depressione suggeriscono l’utilizzo di Terapie Cognitivo-Comportamentali (CBT) di seconda e terza ondata, come l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT). L’ACT utilizza esercizi esperienziali, metafore e altre attività che hanno l’obiettivo di aumentare la flessibilità psicologica delle persone e aiutare a gestire lo stress.

Un altro intervento che può essere utile per le persone con depressione stagionale è la fototerapia che prevede sedute giornaliere di prima mattina di almeno trenta minuti. Essa consiste nell’esposizione a una quantità controllata di luce bianca, fredda e fluorescente con uno schermo incorporato per filtrare i raggi ultravioletti dannosi.. Questo processo va svolto durante tutto l’arco dei mesi invernali, ma i benefici si possono notare dopo due settimane di costanza.

Un’ultima terapia che può essere utile per le persone con depressione stagionale è la terapia farmacologica, che tendenzialmente consiste nella prescrizione di antidepressivi. E’ consigliata quando i sintomi si rivelano particolarmente intensi oppure quando le terapie sopraelencate hanno bisogno di essere integrate con uno psicofarmaco per aumentarne l’efficacia.

 

Prevenire la depressione stagionale

Si può prevenire la depressione stagionale tramite dei piccoli accorgimenti quotidiani. Le ricerche condotte sul tema hanno mostrato l’importanza di uno stile di vita sano nella prevenzione della depressione stagionale. Può essere utile abbinare una dieta sana con un’opportuna integrazione di vitamine e minerali, e praticare attività fisica almeno tre volte a settimana.

Un altro aspetto importante nella prevenzione della depressione stagionale riguarda l’area sociale. È possibile trarre beneficio dal trascorrere tempo con i propri amici e familiari, e sarebbe opportuno cercare anche di uscire di casa il più possibile, in quanto la luce del giorno ha un effetto positivo sul nostro organismo.

Anche la pratica della mindfulness, cioè la capacità di portare la propria attenzione al momento presente, accogliendo quanto accade fuori e dentro di noi, è un’abilità che può essere allenata per prevenire la depressione stagionale.

A  fine gennaio, il Centro Interazioni Umane propone il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR), un percorso psico-educativo esperienziale di gruppo per l’insegnamento delle abilità di mindfulness. Se ti interessa scoprire di più contattaci alla mail contatti@centrointerazioniumane.it. e controlla sul nostro sito le nostre offerte in partenza!

 

Approfondimenti

Seasonal Depression (Seasonal Affective Disorder). Cleveland Clinic. https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/9293-seasonal-depression

Pacitti F., Russo D., Iannatelli A. & Bersani G. (2007). Prevalence of seasonal affective disorder in Italy. Rivista di Psichiatria 42, 272-276.

Brancaleoni, G., Nikitenkova, E., Grassi, L., & Hansen, V. (2009). Seasonal affective disorder and latitude of living. Epidemiology and Psychiatric Sciences18(4), 336–343.

Kurlansik, S. L. & Ibay, A. D. (2012). Seasonal Affective Disorder. American Family Physician, 86(11), 1037–1041.

Meesters, Y., & Gordijn, M. C. (2016). Seasonal affective disorder, winter type: current insights and treatment options. Psychology Research and Behavior ManagementVolume 9, 317–327.