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Sai cos’è la flessibilità psicologica? (perché ti serve)

Anna Bianca Prevedini  – Centro Interazioni Umane

Flessibilità psicologica: l’abilità chiave promossa dall’Acceptance and Commitment Therapy 

 Essendo un’abilità, o meglio un insieme di abilità, la flessibilità psicologica può essere imparata e allenata. L’Acceptance and Commitment Therapy o Training (ACT) è un modello psicologico di matrice cognitivo-comportamentale che ha l’obiettivo di costruire interventi individuali e di gruppo che promuovono e potenziano le abilità di flessibilità psicologica di chi vi partecipa.

A parte l’immagine dell’acqua nel letto del fiume che abbiamo usato in apertura, come potremmo definire la flessibilità psicologica? Secondo Steve Hayes, ideatore dell’ACT, la flessibilità psicologica è:

"la capacità di sentire e pensare con apertura, di impegnarsi volontariamente nell’esperienza del momento presente e di dirigere la propria vita verso ciò che è importante per sé stessi, costruendo abitudini che permettano di vivere in linea con le proprie aspirazioni e i propri valori. È la capacità di imparare a non allontanarsi da ciò che è doloroso, volgendosi verso la propria sofferenza per vivere una vita ricca di significato e di scopo” (Hayes, 2020).

Dobbiamo muoverci verso la nostra sofferenza? Esatto! Secondo l’ACT ciò che ha il potere di provocare in noi frustrazioni, sofferenze, delusioni, blocchi e insicurezze è anche ciò che ci sta maggiormente a cuore: il bisogno di essere amati e compresi, di comprendere a nostra volta il mondo in cui viviamo e di essere apprezzati e valorizzati, e così via.

Nel nostro dolore c’è il nostro valore. Per questo la flessibilità psicologica è la capacità di non allontanarci da ciò che è doloroso, quando si presenta nella nostra vita, volgendoci verso la nostra sofferenza per imparare a vivere comunque una vita ricca di soddisfazione, significato e scopo.

 

Quali sono le abilità alla base della flessibilità psicologica?

Abbiamo detto che la flessibilità psicologica è un insieme di abilità che possono essere riassunte in tre principali “pilastri”:

  1. La capacità di mettere in pausa il pilota automatico e notare ed essere consapevoli della realtà presente, fuori e dentro di noi
  2. La capacità di rimanere aperti, curiosi, gentili e accoglienti verso ciò che osserviamo, anche in presenza di pensieri, sentimenti, ricordi, sensazioni corporee, impulsi impegnativi o indesiderati
  3. La capacità di essere coinvolti e attivi, per continuare a intraprendere le azioni necessarie a perseguire ciò che per noi è importante nella situazione in cui ci troviamo

 

A cosa ti serve la flessibilità psicologica e come conquistarla?

L’ACT (si legge come una parola unica, non come un acronimo!) affonda le sue radici su solide basi scientifiche e centinaia di studi scientifici (clicca qui per una lista completa) hanno evidenziato come le abilità che insegna l’ACT sono in grado di impattare positivamente su molti ambiti della vita della persone:

  • Salute fisica: dolore cronico, tempi di recupero in seguito a infortuni, ecc.
  • Salute mentale: stress e burnout, ansia, depressione, adattamento in seguito a eventi traumatici, abuso di sostanze, ecc.
  • Miglior adattamento alla vita: disponibilità ad adattarsi alle innovazioni e ai cambiamenti, minori errori in ambito lavorativo, maggior disponibilità ad accogliere le sfide legate alla genitorialità e alle relazioni famigliari in generale, ecc.

 

Quando ci poniamo degli obiettivi riguardo alla nostra forma o salute fisica, sappiamo che una volta conquistati, devono essere mantenuti e coltivati nel tempo con gli stessi comportamenti che ci hanno permesso di raggiungerli. Ad esempio, se dopo un intenso allenamento arriviamo a piegarci in avanti e a far aderire entrambi i palmi delle mani a terra, non ci stupiamo di dover continuare a fare stretching e piegamenti per mantenere questo risultato.

Per la flessibilità psicologica, così come per qualsiasi abilità psicologica, vale lo stesso principio:

  • Inizialmente dovrò capire di che cosa si tratta, quali abilità la promuovono
  • Poi dovrò imparare a notare quando agisco in modo flessibile e quando invece agisco irrigidendomi e finisco in circoli bloccati, noti e inefficaci
  • Poi dovrò iniziare a fare esperienza di azioni flessibili nella mia vita, ad allenarmi con una sorta di stretching psicologico e sperimentare se mi interessa e mi “fa bene”
  • Successivamente, dovrò tornare a scegliere di mantenere o recuperare la flessibilità raggiunta

 

 

Quali sono i segni e i costi dell’inflessibilità psicologica?

In uno studio, alcuni ricercatori dell’università di Hong Kong (Kashdan e Biswas-Diener, 2014) hanno chiesto ai partecipanti di immaginare due scenari.

Il primo: ricorda un momento specifico della tua vita in cui ti sei sentito molto felice. E adesso stabilisci quanto saresti disposto a pagare per poter ricreare quel sentimento, scegliendo una cifra tra 2 e 200 dollari. Adesso fai lo stesso con altre emozioni positive come: eccitamento, calma, ecc.

Il secondo: pensa a una volta particolare in cui hai sentito un forte sentimento di rimpianto. Quanto saresti disposto a pagare per evitare di provare ancora quella emozione? Fai lo stesso ripensando a un momento in cui hai provato paura, imbarazzo… e così via.

Forse hai già capito dove vogliamo arrivare: lo studio ha riscontrato che per i partecipanti evitare il dolore valeva un investimento maggiore di soldi rispetto a comprare la felicità. E se ti stai dicendo che questo vale sono in Cina, l’esperimento è stato replicato in Inghilterra ottenendo gli stessi dati!

Prima di leggere qui sotto le cifre medie dei partecipanti allo studio di Hong Kong (con tanto di centesimi!), prova a fare anche tu questo gioco, scegliendo per ciascuna emozione positiva e negativa una cifra tra 2 e 200 €. Ma ecco i risultati dello studio:

 

  • $ 44,30 per riprovare calma e tranquillità
  • $ 62,80 per riprovare eccitamento
  • $ 79,06 per riprovare felicità
  • $ 83,27 per evitare la paura
  • $ 92,80 per evitare la tristezza
  • $ 99,81 per evitare l’imbarazzo
  • $ 106, 26 per evitare il rimpianto

 

C’è un’unica emozione che vale più di evitare il rimpianto, e questa… è l’amore. Felicità, eccitamento e sentirsi calmi e tranquilli non sono male, ma come creature sociali più di ogni altra cosa vogliamo qualcuno che ci accetti, riconosca il nostro valore e ci abbia a cuore. L’amore, nello studio citato, valeva infatti ben $ 113.55.

Queste cifre ci offrono solo un’idea di quanto come essere umani  siamo disperatamente motivati a evitare il dolore e di come può essere intenso l’impulso ad alterare il nostro mondo interno con comportamenti evitanti, che spesso risultano inefficaci o anche molto dannosi nel medio-lungo termine

Lo scopo delle nostre giornate diventa sopprimere, curare, o prendere il controllo delle nostre emozioni indesiderate o temute, con l’effetto paradossale che queste diventano sempre più salienti e centrali, mentre tutto il resto, quello che davvero ci interessa e sta a cuore, rimane sullo sfondo, sempre più sfumato e meno tangibile.

 

Effetto paradosso: l’inflessibilità psicologica

L’inflessibilità psicologica è fondamentalmente il tentativo di evitare pensieri ed emozioni negativi causati da esperienze dolorose, sia nel momento in cui accadono sia quando le ricordiamo (e questo è sempre e per sempre possibile grazie alle nostre formidabili menti!).

Immaginiamo che un colloquio di lavoro vada male. Nella nostra mente si crea un pensiero minaccioso: “Sono un fallimento”. E senza che ce ne accorgiamo, questo pensiero rimane lì, più o meno predominante mentre usciamo a bere con gli amici per non pensarci, ci ammazziamo di attività fisica, ci dimentichiamo di menzionare ad amici e famigliari quanto la cosa ci abbia feriti, o continuiamo a rassicurare noi stessi sulle nostre capacità dicendoci “È stato un caso: la prossima volta  spaccherai!”

Nessuno di questi comportamenti  sul momento rappresenta un problema. Ma se queste strategie si ripetono e diventano predominanti, possono condurre verso la patologia, proprio perché cercano di sopprimere la sofferenza e le impediscono di fare il suo corso e assolvere la sua funzione: insegnarci cose importantissime su ciò che funziona e non funziona nel nostro comportamento, in quello degli altri, e su ciò che più ci sta a cuore.

L’inflessibilità psicologica basata sull’evitamento e la soppressione di emozioni e pensieri dolorosi produce ansia, depressione, abuso di sostanze, reazioni traumatiche, disturbi alimentari e quasi ogni altro problema psicologico e di comportamento. Compromette l’abilità di imparare cose nuove, di godere del proprio lavoro, di avere relazioni profonde con gli altri o di affrontare le sfide di una malattia fisica (Hayes, 2020).

Ma l’inflessibilità mentale non ci espone solo a una maggiore incidenza di disturbi psicologici e problemi di comportamento. Infatti, la ricerca ci dice che chi istintivamente intraprende la strada di evitare il dolore, ben presto arriva senza volerlo a evitare anche la gioia e tutte le emozioni a essa connesse.

Perché anche queste emozioni positive possono generare un certo grado di disagio e nervosismo. Si comincia a essere insofferenti verso ansia e tristezza e si finisce per mal tollerare anche felicità ed eccitamento.

Infine, se ti allontani dall’intera gamma delle tue emozioni ti allontani dalla tua storia personale, da ciò che ti accende e ti ispira, dai tuoi bisogni e dalla possibilità di prendertene cura. Più lotti contro e ti allontani dalle tue emozioni, più arresti le tue possibilità di crescere, imparare e evolvere. Invece, la flessibilità psicologica tci consente di accettare il dolore e vivere la vita come desideriamo, anche con il dolore, quando c’è.

 

La flessibilità psicologica ti incuriosisce? Vorresti provarla? Progettiamo percorsi individuali su misura delle singole esigenze o un breve percorso online in piccolo gruppo per scoprire se ti interessa.

 

Letture per approfondire:

Moderato, P., Presti, G., e Dell’Orco, F. (2020). ACT: Acceptance and Commitment Therapy. Editore Hogrefe, collana 100 domande.

Kashdan, T. B., & Rottenberg, J. (2010). Psychological flexibility as a fundamental aspect of health. Clinical psychology review, 30(7), 865-878.

Hayes, S. C. (2020). La mente liberata. (p.253). Firenze: Giunti. Edizione Kindle.

Kashdan, T. B., & Biswas-Diener, R. (2014). The upside of your dark side: Why being your whole self—not just your ”good” self—drives success and fulfillment. Penguin.