IL PIACERE DI APPRENDERE: Percorso di valutazione degli apprendimenti scolastici

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani, ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi.

“Immagina di dover leggere un brano in una lingua che non conosci. Immagina che tale compito ti venga chiesto da una persona più grande di te e con maggiori competenze. Ovviamente è molto difficile che tu riesca a leggere ciò che ti viene chiesto. Ora prova a pensare se questa persona dovesse insistere e contemporaneamente iniziasse a etichettarti come “svogliato”, “inadeguato”, “inappropriato”. Come ti sentiresti? A un certo punto tutte le etichette coprirebbero completamente ciò che tu in realtà sei: un essere umano unico e speciale.

E se, partendo da una valutazione degli apprendimenti, iniziassimo a togliere insieme queste etichette?

Il progetto Il piacere di apprendere di Centro Interazioni Umane nasce dall’esigenza riscontrata sul territorio di offrire una risposta efficace ai problemi dei bambini e dei ragazzi che presentano un Disturbo Specifico di Apprendimento (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia) o difficoltà scolastiche. Coinvolgendo attivamente i genitori e insegnanti, l’obiettivo finale è di aumentare il benessere scolastico di bambini e ragazzi e far emergere in loro il piacere di apprendere.

Sebbene ad oggi non esista ancora un osservatorio epidemiologico nazionale, nell’introduzione della Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità (2011) è indicato che in Italia i DSA mostrano una prevalenza oscillante tra il 2,5% e il 3,5% della popolazione in età evolutiva. Tale percentuale sottostima l’effettiva incidenza del disturbo, perché spesso non riconosciuto o confuso con altri disturbi. Dalla rilevazione del MIUR svolta nell’anno scolastico 2017/2018 (dati pubblicati a giugno 2019), la percentuale di alunni e studenti con DSA nel sistema nazionale di istruzione si attesta intorno al 3,2% (276.109 studenti su un totale di 8.582.920), con un aumento rispetto alla rilevazione precedente dell’1,3%. In particolare, nell’A.S. 2017/2018 le percentuali di studenti con diagnosi di DSA sono l’1,96% alla scuola primaria, il 5,61% alla scuola secondaria di primo grado e il 4,68% alla scuola secondaria di secondo grado (fonte: MIUR – DGCASIS – Ufficio Statistica e Studi – Rilevazioni sulle Scuole). Un dato particolarmente preoccupante per tutta la categoria di clinici, psicologi e medici, è la presenza di diagnosi di DSA nell’ambito della scuola dell’infanzia (1.717 casi) e nella classe primaria (1.070 casi). Infatti, come raccomanda la CC-ISS-2011«non appare opportuno anticipare la diagnosi a prima della fine della classe seconda della scuola primaria» (cfr. risposta A del quesito 5A, CC-ISS-2011). Ci auguriamo che la maggiore sensibilità sul tema e la sempre migliore competenza degli operatori coinvolti, porti alla netta riduzione di queste diagnosi errate e si concentri sugli indici di rischio dei disturbi del neurosviluppo alla scuola dell’infanzia.

È molto importante, una volta che si sospetta e si osserva una difficoltà scolastica, procedere a una valutazione diagnostica il più precocemente possibile. Questo consentirà di capire quali sono le effettive difficoltà del/della bambino/a e i suoi punti di forza e come intervenire nel modo migliore per aiutarlo/a.

Va premesso che ogni bambino/a è diverso dall’altro e che il disturbo o la difficoltà non sono entità monolitiche. Esse si presentano come un complesso di caratteristiche che ogni persona condivide in misura più o meno estesa. Riportiamo di seguito un elenco di tratti, comportamenti, abilità, differenze percettive o di sviluppo, che possono essere presenti in misura più o meno ampia negli individui con disturbo specifico dell’apprendimento. Nello scorrere l’elenco che segue, tanto più alto è il numero delle affermazioni in cui si riconoscono le caratteristiche dei propri figli, tanto maggiore è la probabilità che si tratti di disturbo specifico dell’apprendimento. In tal caso, è necessario rivolgersi a uno specialista per avere una diagnosi. Sicuramente un’inattesa difficoltà nell’acquisizione della lettura, della comprensione, della scrittura o del calcolo sono i campanelli d’allarme più importanti. Un/una bambino/a con disturbo specifico dell’apprendimento ha difficoltà scolastiche che di solito compaiono già nei primi anni di scuola, a volte già nella scuola dell’infanzia, e persistono negli anni seguenti.

Spesso emergono nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come:

  • inversione di lettere e di numeri;
  • sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d, a/e);
  • a volte, non riesce a imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno;
  • può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni);
  • può avere difficoltà a esprimere verbalmente quello che pensa;
  • in alcuni casi sono presenti anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe).

A volte potrebbero emergere difficoltà nel rapporto con i compagni e/o con le insegnanti e un rifiuto per la scuola, ma si tratta della conseguenza e non della causa delle difficoltà scolastiche. Anche nella scuola secondaria persistono lentezza ed errori nella lettura, che possono ostacolare la comprensione del significato del testo scritto. I compiti scritti richiedono un forte dispendio di tempo. Il/la ragazzo/a appare disorganizzato nelle sue attività, sia a casa sia a scuola. Ha difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente. Talvolta perde la fiducia in sé stesso e può avere alterazioni dell’umore e del comportamento.

Nell’iter che proponiamo abbiamo l’obiettivo di accompagnare bambini e ragazzi nell’acquisire consapevolezza sulle proprie modalità di apprendimento e delle strategie per imparare efficacemente ed efficientemente.

L’iter prevede 9 incontri durante i quali bambino/a o ragazzo/a effettuerà una batteria di test in un contesto non giudicante e accogliente. Tale scelta permette di svolgere le prove con serenità e piacere e di osservare con più cura le modalità di apprendimento della persona. L’obiettivo principale è di personalizzare il confronto con bambini e ragazzi, valorizzando la loro unicità. Lo psicologo di riferimento sarà costantemente a disposizioni per spiegazioni, delucidazioni e chiarimenti e coinvolgerà attivamente famiglia e scuola.

Programma degli incontri di valutazione presso CIU:

INCONTRO 1 – Colloquio con i genitori

INCONTRO 2 ­­­­­­­­– Colloquio iniziale con il bambino/a o ragazzo/a

INCONTRO 3 – Colloquio di valutazione delle abilità di letto-scrittura con il bambino/a o ragazzo/a

INCONTRO 4 – Colloquio di valutazione delle abilità di senso del numero e di calcolo con il bambino/a o ragazzo/a

INCONTRO 5 – Colloquio di valutazione del profilo cognitivo con il bambino/a o ragazzo/a

INCONTRO 6 – Colloquio del bambino/a o ragazzo/a con il Neuropsichiatra Infantile per l’esame obiettivo neurologico (incontro organizzato dallo psicologo di riferimento e svolto presso lo studio del professinista)

INCONTRO 7 – Colloquio del bambino/a o ragazzo/a con la logopedista (incontro organizzato dallo psicologo di riferimento e svolto presso lo studio del professinista).

INCONTRO 8 – Colloquio di restituzione con i genitori e il bambino/a o ragazzo/a , rilascio di una relazione o un’eventuale certificazione e confronto di programmazione per il post-valutazione.

INCONTRO 9 – Colloquio di restituzione con genitori e insegnanti

Esercizio esperienziale per genitori e insegnanti

Se fate questo esercizio in solitudine vi chiediamo di leggerlo con cura e poi chiudere gli occhi alcuni minuti indugiando e ascoltando che cosa emerge dopo ciò che avete letto. In alternativa, potete registrare la vostra voce mentre leggete il testo seguente e ascoltare ad occhi chiusi e in un luogo tranquillo la vostra voce registrata. Se siete una coppia di genitori o di colleghi, vi chiediamo di leggere a turno il seguente brano mentre l’altro ascolta a occhi chiusi. A volte, è difficile prendersi il tempo necessario per guardare le cose dalla prospettiva dell’altro, e questo breve esercizio ha lo scopo di aiutarvi a comprendere meglio come ci si possa sentire nei panni dei vostri figli o dei vostri studenti con DSA.

Prenditi alcuni minuti perché le parole che seguano entrino pienamente nella tua consapevolezza. Puoi scegliere di leggere questa storia in pochi secondi o di lasciare che ciascuna parola entri nella tua consapevolezza e indugi un po’. Siediti comodamente, con entrambi i piedi appoggiati a terra e le mani appoggiate sulle gambe. Lascia che gli occhi si chiudano o che lo sguardo si abbassi. E porta la tua attenzione per qualche istante sul punto del tuo corpo dove senti il tuo respiro mentre avviene: l’aria entra e l’aria esce e tu lo senti, lo puoi notare. Non importa dov’è. Scegli il punto del corpo dove percepisci il tuo respiro più vividamente: la punta del naso, le spalle, il petto, l’addome. Nota semplicemente per qualche istante il tuo respiro.

E adesso, mentre osservi il tuo respiro, immagina te stessa/o che un giorno decidi di iniziare a scrivere un romanzo. Hai il cuore pieno di gioia e di entusiasmo e inizi a scrivere con il sorriso sulle labbra. Sei orgogliosa/o della tua opera in evoluzione e la fai leggere a tutti. È la storia più bella che tu abbia mai scritto. Un giorno però, durante la scrittura di una pagina, ti fermi e decidi di rileggere le ultime righe che hai prodotto. A quel punto decidi di iniziare a scrivere su dei post-it dei commenti sulla tua storia e ad attaccarli sulle pagine prodotte. Prendi un post-it e scrivi “Lento” e lo appiccichi su un paragrafo. Ne prendi un altro e scrivi “Parte Noiosa” e lo attacchi sulla pagina numero 12. Continui così. Inoltre, anche le persone che avevano lette in precedenza il libro scelgono di imitarvi e attaccare su altre pagine i loro post-it. Noti che cosa sta succedendo al tuo romanzo? Noti che cosa sta succedendo al piacere di scrivere? A un certo punto, le pagine del libro sono completamente ricoperte di post-it e la tua scrittura è bloccata e fatichi a ricordare com’era il tuo racconto. Nota l’emozione che senti in questo momento? Come ti senti come scrittori? E se il romanzo fosse dotato di vita propria come si sentirebbe? E come ti senti in generale, come persona?

Un giorno però, mentre sei seduta/o al parco con il libro tra le braccia, incontri un viandante. L’uomo vi si avvicina e al posto di attaccare un altro post-it, sceglie di leggere una serie di parole che spuntano da sotto un foglietto adesivo. L’uomo vi guarda negli occhi e legge “una persona unica al mondo”. L’ascolto di quella parola suscita in voi la voglia di staccare il post-it. Con tuo stupore ricominci a leggere il tuo romanzo e la gioia e l’entusiasmo iniziali tornano a riaffiorare. Decidi di staccare tutti i post-it e gustarti il racconto che hai scritto. E come per magia ricominci a scrivere con il cuore pieno di amore e orgoglio.