#CartoonACT: quando la paura ci blocca
di Susanna Linetti, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione in psicoterapia “Humanitas” di Milano
Nel precedente articolo, abbiamo visto il ruolo che le emozioni hanno nella vita quotidiana di una persona; abbiamo visto come si evolvono, come influenzano pensieri e comportamenti e come a loro volta vengono influenzate.
Tutte le emozioni hanno una loro funzione e meritano uno spazio di ascolto in tutti noi. Ci spingono verso i nostri valori: ma che cosa succede quando un’emozione prende il controllo e ci porta lontano da ciò che è importante per noi? Che cosa accade quando un valore diventa rigido?
Attraverso l’analisi di un terzo film di animazione, Soul, vedremo fino a che punto la paura può guidare i comportamenti di un individuo in maniera rigida.Vedremo anche come una passione che arricchisce la vita di un individuo, se non vissuta con flessibilità, può portare all’irrigidimento, allontanando l’individuo da tutto ciò che conta per lui.
#CartoonACT: un breve riassunto…
Nei precedenti articoli di #Cartoon ACT abbiamo iniziato un percorso che ha analizzato film di animazione che contengono messaggi di valore anche per adolescenti e adulti; inoltre si sono rivelati essere una guida per i genitori.
In Coco e Inside Out, abbiamo visto il ruolo fondamentale dei valori e delle emozioni che guidano i nostri pensieri e comportamenti e viceversa.
Ma che cosa può succedere quando una passione diventa rigida fino all’irrigidimento? Fino a che punto la paura di soffrire può bloccare una persona? Che cosa succede quando si pensa che lo scopo della vita sia raggiungere solo degli obiettivi, trascurando il cammino che stiamo percorrendo per raggiungerli?
Con il film di animazione Soul, cercheremo di dare una risposta a questi quesiti.
Soul: vivere fa paura
Soul, uscito nel 2020, racconta la storia di un musicista jazz che, a seguito di un incidente, entra in coma e la sua anima cerca di fare di tutto per ritornare sulla terra e suonare con una delle musiciste jazz più famose di New York. Il protagonista si trova in una sorta di “Antemondo”, dove le anime si preparano per scendere sulla Terra, e incontra un’anima , chiamata 22, che non riesce a trovare il suo scopo nella vita. 22 si è sempre rifiutata di scendere sulla Terra e non ha mai completato intenzionalmente il suo distintivo, simbolo dell’ingresso nella vita umana.
Per i genitori e i figli, Soul offre molteplici spunti di riflessione e insegnamenti pratici su come vivere pienamente, accogliere le emozioni e riconnettersi con le proprie passioni.
Evitare le emozioni: il rischio di perdersi nella paura
22 ha talmente paura di vivere una vita umana e di dover affrontare la sofferenza e le difficoltà che ne derivano che fa di tutto per rimanere nell’Antemondo. Non vuole affrontare le sfide che la vita le potrebbe riservare, sembrano troppo difficili ed è per questo che rimane nell’Antemondo.
Tutti noi esseri umani a volte ci troviamo ad evitare di affrontare situazioni che ci mettono a disagio, come parlare in pubblico, affrontare conflitti o superare le difficoltà. A volte la tendenza potrebbe essere quella di cercare di fuggire dalle emozioni, dai pensieri o dalle sensazioni spiacevoli, temendo che possano sopraffarci, proprio come 22 non vuole correre il rischio di perdersi nella paura della vita e “scendere sulla Terra”. Al costo, però di allontanarci nel lungo termine da ciò che è importante per noi e da una vita ricca, piena e significativa (Harris, 2020).
L’attaccamento rigido a una passione
Joe Gardner, il protagonista del film, sembra ossessionato dal suo sogno di diventare un musicista jazz di successo. Questo sogno lo guida, ma gli fa perdere di vista altre cose importanti della vita, come la connessione con le persone che ama e l’esperienza del momento presente. Joe si definisce attraverso la sua passione per la musica, e quando questa non si realizza come aveva immaginato, si sente perso e confuso.
Il film mostra che cosa può succedere quando siamo attaccati in maniera rigida e inflessibile a dei pensieri, a delle immagini di noi rigide o di quello vorremmo essere, al punto di “fonderci” con esse. Rischiamo in questo modo di perdere di vista e trascurare le altre cose che arricchiscono la nostra vita e che, spesso, sono già presenti intorno a noi.
La “scintilla” e il vero significato della vita
Nel film, Joe scopre che la “scintilla”, che inizialmente pensava fosse un obiettivo o una passione da raggiungere. In realtà è la disponibilità ad abbracciare la vita in tutte le sue sfumature: vivere non significa raggiungere una meta o un singolo sogno, ma essere in grado di assaporare con consapevolezza ogni momento, accettando sia le gioie che le difficoltà.
Allora che farà adesso? Come passerà il resto della vita?
Non lo so, ma so che ne assaporerò ogni momento
Questo film, mostra anche come sia possibile uscire da questo vortice, ritornando in contatto con un’esperienza vissuta appieno, di valore. Alla fine del film, 22 impara a raccogliere una semplice foglia da un albero e a vivere pienamente il momento, senza cercare di fuggire o di raggiungere un obiettivo definito. È un momento simbolico che ci insegna come possiamo coltivare meraviglia nelle piccole cose, quando siamo disposti a viverle con consapevolezza e notare quello che già ci circonda e si trova intorno a noi.
Soul: una guida per genitori
Per i genitori, Soul possono essere uno spunto per due insegnamenti principali da condividere con i figli: il primo è che le passioni individuali possono essere un motore di spinta per far sì che la vita venga percepita come piena e di significato. E’ bene ricordare che avere delle passioni non significa essere quelle passioni: esse sono una delle tante parti di noi, che non definiscono di per sè “chi siamo”. I genitori possono supportare i figli nelle loro passioni e in ciò che riescono meglio: la passione per qualcosa rimane tale se vissuta in modo libero, flessibile e se riusciamo a darci la possibilità di fare spazio anche ad altre cose importanti.
Il secondo insegnamento che può arricchire il rapporto genitori-figli, in particolar modo con i pre-adolescenti e gli adolescenti che hanno paura di esprimere delle fragilità o tristezza per paura di essere giudicati, è ammettere che vivere è complicato e a volte può far paura. La vita umana non è perfetta e cercare una vita completamente priva di dolore, equivale spesso a non vivere. Solamente assaporando con consapevolezza ogni momento, accettando sia le gioie che le difficoltà, possiamo trovare la nostra scintilla.