Quando le normali paure e preoccupazioni si trasformano nei disturbi d’ansia perinatali

di Alice Savoia, Psicologa e psicoterapeuta in formazione presso ASCCO (Parma).

 

I disturbi d’ansia perinatali rappresentano alcune delle fenomeniche che possono insorgere durante il periodo della gravidanza e del postpartum. I disturbi d’ansia perinatali fanno riferimento a manifestazioni psicopatologiche, osservabili anche in altri momenti della vita, che hanno un esordio tra l’inizio della gravidanza e il primo anno postpartum (O’Hara et al., 2014).

 

Quali sono i disturbi d’ansia perinatali? 

Nonostante i disturbi d’ansia perinatali siano stati riconosciuti come più frequenti rispetto ad altre fenomeniche che possono insorgere durante la gravidanza e il postpartum, come ad esempio la Depressione Postpartum (DPP), esiste ancora una grande eterogeneità rispetto alle definizione dei costrutti e alla loro conseguente operazionalizzazione (Agostini & Minelli, 2016). 

Tra i principali disturbi d’ansia perinatali vengono riconosciuti dalla letteratura i seguenti: 

 

Il disturbo d’ansia generalizzato (GAD)

Il GAD, riscontrato con una prevalenza del 9.5% durante la gravidanza e tra il 4.4% e l’8.2% durante il postpartum (Ross et al., 2006), si manifesta con ansia e preoccupazioni eccessive rispetto ad eventi e attività della vita quotidiana in modo continuativo per almeno 6 mesi (American Psychiatric Association [APA], 2013). 

Nel periodo perinatale si caratterizza, solitamente, per paure e preoccupazioni in riferimento allo stato gestazionale e ad aspetti che riguardano la salute e il futuro del bambino (Vythilingum, 2008). 

 

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)

Il DOC può presentarsi con una prevalenza tra il 0.2% e il 3.5% durante la gravidanza e con una compresa tra il 2.3% e il 9% dopo il parto (i.e. Zambaldi et al., 2009). 

Le ossessioni maggiormente riscontrate nel periodo prenatale sono quelle che riguardano  la contaminazione e l’ordine (Uguz et al., 2007), mentre durante il postpartum riguardano la paura di fare male al bambino volontariamente o accidentalmente (i.e. Abramowitz et al., 2010).

 

Disturbo di Panico (DP) 

La letteratura in merito al DP durante il periodo perinatale è concorde nell’affermare che la sintomatologia è quella che si presenta quando il disturbo ha esordio in altri periodi di vita (APA, 2013). 

La prevalenza dei DP è tra l’1.3% e il 2% durante la gravidanza e rimanere, più o meno simile, durante il postpartum (i.e. Andersson et al., 2003). 

 

Fobie Specifiche 

Ad oggi, la letteratura in merito all’indagine e allo studio delle classiche fobie (i.e. ferite, iniezioni, sangue) durante il periodo perinatale è scarsa. Nonostante questo, diversi studi si sono concentrati sull’analisi delle paure specifiche che possono esordire durante la gravidanza e il postpartum. 

In particolare, si suddividono in:

  • Paure specifiche della gravidanza:
    Diversi studi, in particolare quello di Brockington e collaboratori del 2006, si sono focalizzati su paure e ansie specifiche che possono essere presenti durante la gravidanza. Tra queste quelle più frequenti sono: paura per anomalie fetali, paura di morte fetale, paura di non essere una madre adeguata, paura di ricevere uno scarso supporto sociale e, infine, la tocofobia e cioè la paura per il momento del parto.

  • Paure specifiche nel postpartum:
    Lo studio citato precedentemente ha descritto anche le paure e le ansie maggiormente diffuse durante il periodo del postpartum (Brockington et al., 2006). La paura e l’ansia per la salute e la sicurezza del bambino, la paura per la morte in culla, la paura di ricevere delle critiche, la paura di ricevere uno scarso supporto sociale sono quelle riportate come più diffuse. 

 

È importante ricordare che provare emozioni come la paura e l’ansia durante il periodo perinatale è normale e fisiologico e che, solo se queste diventano durature, intense e pervasive tali da interferire con il funzionamento quotidiano e con il benessere psicofisico della donna, si può parlare di disturbo d’ansia perinatale. 

Le possibili conseguenze dei disturbi d’ansia perinatali 

I disturbi d’ansia perinatali comportano un cambiamento, con conseguente compromissione, in tutte o in alcune aree di vita della donna, come l’area affettiva, lavorativa o relazionale. Questi cambiamenti non coinvolgono solo il benessere psico-fisico delle madri, ma possono avere un impatto anche sullo sviluppo fetale durante la gravidanza e, in seguito, sulla relazione mamma-bambino e sullo sviluppo di quest’ultimo (Agostini & Minelli, 2016). 

 

Gli esiti sul benessere materno

Uno dei maggiori esiti associati alla presenza di un disturbo d’ansia durante il periodo prenatale è la possibilità che la donna, durante il periodo del postpartum, sviluppi un’altra condizione psicopatologica del periodo perinatale, ovvero la Depressione Post partum (i.e. Robertson et al. 2004). 

Altri esiti dell’ansia durante la gravidanza che coinvolgono il benessere e altri aspetti riguardanti la donna sono l’associazione con outcome ostetrici negativi, come la preeclampsia o un numero più elevato di visite ostetriche (i.e. Rubertsson et al., 2014) e una maggior frequenza di nascite pretermine (i.e. Ross et al., 2006). 

Gli esiti sullo sviluppo fetale   

In letteratura esistono studi che indagano la presenza di una possibile trasmissione diretta intrauterina tra la condizione di ansia materna e lo sviluppo fetale. In particolare, è stata indagata la disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene materno (Kinsella & Monk, 2009). Infatti, è stato osservato come l’ansia materna possa influire sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene alterando nel sangue la concentrazione degli ormoni dello stress, come ad esempio il cortisolo. 

I sintomi di ansia prenatali sono stati associati a un minore accrescimento fetale a 20-22 settimane gestazionali, a un basso peso alla nascita, una maggiore reattività temperamentale del neonato (i.e. Davis et al., 2004) e a precoci difficoltà di regolazione (i.e. Rieger et al., 2004). 

 

Gli esiti sullo sviluppo infantile durante il postpartum

Gli studi che valutano l’interazione tra madri che soffrono di un disturbo d’ansia perinatale sono ancora scarsi rispetto a quelli che la analizzano all’interno di diadi in cui le madri riportano una sintomatologia ascrivibile alla Depressione Post Partum. Questi studi sono concordi nel sostenere come le madri con sintomi ansiosi manifestino la tendenza a emettere comportamenti interattivi intrusivi, come ad esempio essere invadenti o controllanti senza lasciare spazio alle iniziative del bambino e abbiano una maggiore difficoltà a comprendere o rispondere in maniera adeguata agli stati emotivi del bambino. (i.e. Murray et al., 2007; Beebe et al., 2011). 

Altri studi, si sono focalizzati sull’analisi degli effetti dell’ansia sullo sviluppo infantile nel lungo termine. Da questi emerge come ci sia un incremento dei disturbi emotivi e comportamentali, come ad esempio l’iperattività o il disturbo della condotta, durante l’età scolare (i.e. O’Connor et al., 2002; Van den Bergh et al., 2005). 

Conclusioni

La prevenzione primaria è necessaria per evitare la possibilità di un esordio psicopatologico durante il periodo perinatale. Ad oggi, esistono diverse iniziative, come ad esempio la possibilità di partecipare a corsi preparto ben strutturati e finalizzati anche ad approfondire argomenti psicologici. In determinati casi, sarebbe consigliabile agire fin dai primi mesi della gravidanza in modo tale da identificare la presenza di possibili fattori di rischio per lo sviluppo dei disturbi d’ansia perinatali e/o intervenire sulla sintomatologia già in atto.

Ad oggi, esistono diversi studi che dimostrano come l’utilizzo di tecniche di rilassamento, psicoeducative e cognitivo-comportamentali possano ridurre la sintomatologia ansiosa (i.e. Sockol, et al. 2011; Bittner et al., 2014). 

Nel caso in cui notassi alcuni dei sintomi dei disturbi d’ansia perinatali descritti in questo articolo o semplicemente, durante il percorso della tua gravidanza, volessi approfondire determinati aspetti relativi alla maternità, affrontando eventuali paure e dubbi potresti partecipare ad iniziative che offrono uno spazio di condivisione, supporto, informazione e sensibilizzazione al tema. Inoltre, potresti rivolgerti ad un professionista preparato ed esperto rispetto al periodo della gravidanza e del postpartum.

 

Il progetto gratuito GESTA

Al momento è attivo il progetto gratuito GESTA (Gruppo di supporto telematico alla nascita), un programma di supporto psicologico online dedicato alle donne durante il periodo di gravidanza. Il percorso è strutturato in 10 incontri bisettimanali della durata di 45 minuti e si basa sui principi dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT). 

Gli obiettivi, oltre quello di promuovere uno spazio in cui condividere le normali preoccupazioni della maternità, sono contattare il momento presente, affrontare emozioni, pensieri e aspettative anche difficili, scoprire quello che conta davvero e agire in modo consapevole.

Se sei interessata a partecipare, o conosci qualcuno che potrebbe esserlo, scrivi alla seguente mail di riferimento: gesta@milano-sfu.it . 

 

Per approfondire: 

Abramowitz, J. S., Meltzer-Brody, S., Leserman, J., Killenberg, S., Rinaldi, K., Mahaffey, B. L., & Pedersen, C. (2010). Obsessional thoughts and compulsive behaviors in a sample of women with postpartum mood symptoms. Archives of women’s mental health, 13, 523-530.

https://doi.org/10.1007/s00737-010-0172-4

Agostini, F., & Minelli, M. (2016). Disturbi d’ansia nel periodo perinatale. In P. Grussu, & A. Bramante (A cura di) Manuale di psicopatologia perinatale. Profili psicopatologici e modalità di intervento (63-86). Erickson. 

American Psychiatric Association (2013).Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). APA. 

Andersson, L., Sundström-Poromaa, I., Bixo, M., Wulff, M., Bondestam, K., & Åström, M. (2003). Point prevalence of psychiatric disorders during the second trimester of pregnancy: a population-based study. American journal of obstetrics and gynecology, 189(1), 148-154. https://doi.org/10.1067/mob.2003.336

Beebe, B., Steele, M., Jaffe, J., Buck, K. A., Chen, H., Cohen, P., Kaitz, M., Markese, S., Andrews, H., Margolis, A., & Feldstein, S. (2011). Maternal anxiety symptoms and mother–infant self‐and interactive contingency. Infant mental health journal, 32(2), 174-206.  https://doi.org10.1002/imhj.20274

Bittner, A., Peukert, J., Zimmermann, C., Junge-Hoffmeister, J., Parker, L. S., Stöbel-Richter, Y., & Weidner, K. (2014). Early intervention in pregnant women with elevated anxiety and depressive symptoms: efficacy of a cognitive-behavioral group program. The Journal of perinatal & neonatal nursing, 28(3), 185-195. https://doi.org/10.1097/JPN.0000000000000027

Brockington, I. F., Macdonald, E., & Wainscott, G. (2006). Anxiety, obsessions and morbid preoccupations in pregnancy and the puerperium. Archives of women’s mental health, 9, 253-263. https://doi.org/10.1007/s00737-006-0134-z

Davis, E. P., Snidman, N., Wadhwa, P. D., Glynn, L. M., Schetter, C. D., & Sandman, C. A. (2004). Prenatal maternal anxiety and depression predict negative behavioral reactivity in infancy. Infancy, 6(3), 319-331. https://doi.org/10.1207/s15327078in0603_1

Kinsella, M. T., & Monk, C. (2009). Impact of maternal stress, depression and anxiety on fetal neurobehavioral development. Clinical obstetrics and gynecology, 52(3), 425-440. https://doi.org/10.1097/GRF.0b013e3181b52df1

Murray, L., Cooper, P., Creswell, C., Schofield, E., & Sack, C. (2007). The effects of maternal social phobia on mother–infant interactions and infant social responsiveness. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 48(1), 45-52. https://doi.org/10.1111/j.1469-7610.2006.01657.x

O’Connor, T. G., Heron, J., Golding, J., Beveridge, M., & Glover, V. (2002). Maternal antenatal anxiety and children’s behavioural/emotional problems at 4 years: Report from the Avon Longitudinal Study of Parents and Children. The British Journal of Psychiatry, 180(6), 502-508. https://doi.org/10.1192/bjp.180.6.502

O’Hara, M. W., Wisner, C. L., Asher, N., Asher, H. (2014). Perinatal mental illness: Definition, description and aetiology. Best Practice & Research Clinical Obstetrics and Gynaecology, 28, 3-12. https://doi.org/10.1016/j.bpobgyn.2013.09.002

Rieger, M., PIRKE, K. M., BUSKE‐KIRSCHBAUM, A. N. G. E. L. I. K. A., Wurmser, H., Papoušek, M., & Hellhammer, D. H. (2004). Influence of stress during pregnancy on HPA activity and neonatal behavior. Annals of the New York Academy of Sciences, 1032(1), 228-230. https://doi.org/10.1196/annals.1314.026

Robertson, E., Grace, S., Wallington, T., & Stewart, D. E. (2004). Antenatal risk factors for postpartum depression: a synthesis of recent literature. General hospital psychiatry, 26(4), 289-295. https://doi.org/10.1016/j.genhosppsych.2004.02.006

Ross, L. E., McLean, L. M., & Psych C. (2006). Anxiety disorders during pregnancy and the postpartum period: A systematic review. The Journal of Clinical Psychiatry, 67, 1285-1298. https://doi.org/10.4088/jcp.v67n0818

Rubertsson, C., Hellström, J., Cross, M., & Sydsjö, G. (2014). Anxiety in early pregnancy: prevalence and contributing factors. Archives of women’s mental health, 17, 221-228. https://doi.org/10.1007/s00737-013-0409-0

Sockol, L. E., Epperson, C. N., & Barber, J. P. (2011). A meta-analysis of treatments for perinatal depression. Clinical psychology review, 31(5), 839-849. https://doi.org/10.1016/j.cpr.2011.03.009

Uguz, F., Gezginc, K., Zeytinci, I. E., Karatayli, S., Askin, R., Guler, O., Sahind, F. K., Emulc, H. M., Ozbulutc, O., & Gecici, O. (2007). Obsessive-compulsive disorder in pregnant women during the third trimester of pregnancy. Comprehensive psychiatry, 48(5), 441-445. https://doi.org/10.1016/j.comppsych.2007.05.001

Van den Bergh, B. R., Mulder, E. J., Mennes, M., & Glover, V. (2005). Antenatal maternal anxiety and stress and the neurobehavioural development of the fetus and child: links and possible mechanisms. A review. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 29(2), 237-258. https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2004.10.007

Vythilingum, B. (2008). Anxiety disorders in pregnancy. Current Psychiatry Reports, 10, 331-335. https://doi.org/10.1007/s11920-008-0053-y 

Zambaldi, C. F., Cantilino, A., Montenegro, A. C., Paes, J. A., de Albuquerque, T. L. C., & Sougey, E. B. (2009). Postpartum obsessive-compulsive disorder: prevalence and clinical characteristics. Comprehensive psychiatry, 50(6), 503-509. https://doi.org/10.1016/j.comppsych.2008.11.014

 

Alice Savoia, Psicologa e psicoterapeuta in formazione presso ASCCO (Parma).

Specializzata in Psicologia e Fisiologia Perinatale e dottoranda di ricerca con un progetto inerente all’ACT e alla Depressione Post-Partum (SFU Milano). Nella propria attività clinica si occupa di bambini, adulti e donne durante il periodo della gravidanza e del post-partum con l’obiettivo di sviluppare un percorso volto al vivere una vita ricca e significativa in linea con i propri valori.