Quando depressione e ansia non incontrano la maternità: i disturbi perinatali della paternità
di Alice Savoia, Psicologa e psicoterapeuta in formazione presso ASCCO (Parma).
Tradizionalmente, l’attenzione nel campo della gravidanza e del postpartum è stata principalmente rivolta ai disturbi perinatali che possono manifestarsi nelle madri, come la Depressione Post-Partum (PPD), e sulle conseguenze di questi sul benessere della donna, sulla relazione madre-bambino e sul rapporto di coppia.
Tuttavia, sempre più studi stanno mettendo in evidenza l’importanza di considerare anche il benessere dei padri durante questo periodo, evidenziando come anche loro possano incorrere ed affrontare difficoltà significative, fino ad arrivare allo sviluppo di un disturbo perinatale paterno (Baldoni, 2016).
La depressione perinatale paterna
La gravidanza, la nascita di un figlio e il periodo del postpartum sono fasi della vita che, oltre a rappresentare un momento cruciale per la madre, possono comportare anche per il padre una vulnerabilità psicologica; in alcuni casi può dar luogo all’insorgenza di disturbi psicologici. Sebbene la letteratura sui disturbi perinatali materni sia ampiamente sviluppata, quella sui disturbi perinatali paterni è ancora piuttosto limitata. Tra i fattori che contribuiscono a questa lacuna, si evidenziano: la scarsa disponibilità degli uomini a partecipare a studi di ricerca, la tendenza degli operatori a coinvolgere principalmente la madre, la presenza di fattori psicosociali che inducono sentimenti di vergogna negli uomini, la mancanza di strumenti validi e attendibili per la popolazione maschile nel periodo del postpartum, e infine, le differenze nella manifestazione della depressione rispetto al genere femminile (Leight et al., 2010).
Come si presenta?
La depressione perinatale paterna (Paternal Perinatal Depression, PPND) si riferisce alla manifestazione di sintomi depressivi nei padri durante il periodo che va dall’inizio della gravidanza fino al primo anno dopo la nascita del bambino (Baldoni & Ceccarelli, 2010; 2013). Sebbene il tempo di esordio e la durata dei sintomi possano essere simili a quelli che si osservano nelle madri, i sintomi depressivi nei padri si manifestano in modo diverso. Le alterazioni dell’umore, infatti, tendono ad essere più lievi e si presentano frequentemente in comorbilità con altri disturbi, come i disturbi d’ansia, i disturbi somatici e/o comportamentali, che possono mascherare o sovrapporsi alla depressione, creando quadri clinici complessi e difficili da definire dal punto di vista diagnostico (i.e. Bradley & Slade, 2011).
Tra i sintomi comuni della depressione perinatale paterna si includono: sensazioni di tristezza e sconforto, umore depresso, irrequietezza, irritabilità, perdita di interesse, difficoltà di concentrazione e di rendimento, tendenze all’isolamento sociale, variazioni dell’appetito (aumento o diminuzione), riduzione del desiderio sessuale, e alterazioni del sonno, sia in termini di durata che di qualità.
Epidemiologia della depressione perinatale paterna
La prevalenza della depressione perinatale paterna non è ancora ben definita, ma la letteratura concorda nel ritenere che sia inferiore rispetto a quella della depressione perinatale materna. Secondo una meta-analisi condotta da Paulson e Bazemore (2010), che ha esaminato 43 studi, la prevalenza mondiale della depressione perinatale paterna è del 10,4%. La stessa ricerca ha anche evidenziato che il disturbo sembra essere più comune negli Stati Uniti rispetto ad altre regioni del mondo.
La maggior parte degli studi che hanno analizzato la sofferenza psicologica nel periodo perinatale ha evidenziato come la gravidanza rappresenti il periodo più critico per l’insorgenza della sintomatologia depressiva (i.e. Ramchandani et al., 2005). La meta-analisi citata ha anche riportato le seguenti prevalenze per periodi specifici di esordio del disturbo durante il periodo del postpartum e, in particolare, emerge quanto segue:
- 25,6% tra i 3 e i 6 mesi dopo il parto;
- 7,7% nei primi 3 mesi postpartum;
- 10% nel secondo semestre dopo il parto.
È importante tuttavia considerare che queste stime vanno interpretate con cautela, poiché la varietà nei criteri diagnostici, nei metodi di valutazione della sintomatologia e nei periodi di osservazione rende difficile generalizzare i dati o garantire, al momento, una piena attendibilità.
Fattori di rischio della depressione perinatale paterna
La ricerca scientifica ha identificato diversi fattori di rischio che possono favorire lo sviluppo di sintomi depressivi nei padri (i.e. Baldoni & Ceccarelli, 2013). Tra i principali, si evidenziano:
- Sintomi depressivi nella madre: La presenza di sintomi depressivi durante la gravidanza e/o nel postpartum nella madre rappresenta il fattore predittivo più rilevante per l’insorgenza di depressione nel padre (i.e. Schumacher et al., 2008). Inoltre, numerosi studi hanno evidenziato come l’influenza tra madre e padre sia reciproca (i.e. Ballard et al., 1996; Goodman, 2004).
- Conflitti di coppia e insoddisfazione coniugale: Questo fattore di rischio è significativo per lo sviluppo della depressione sia nelle madri che nei padri (i.e. Demontigny et al., 2013).
- Caratteristiche psicologiche e storia pregressa: Sebbene gli studi su questo fattore siano ancora limitati, la letteratura suggerisce che tratti psicologici specifici o la presenza di disturbi depressivi o ansiosi nelle fasi precedenti alla gravidanza o al postpartum possano influenzare l’insorgenza della depressione paterna perinatale (i.e. Schumacher et al., 2008).
- Elevato stress genitoriale: È emerso che alti livelli di stress psicologico possono contribuire all’insorgere di disturbi perinatali in uno o entrambi i genitori (i.e. Nishimara & Ohashi, 2010).
- Altri fattori di rischio psicosociale: Tra questi, rientrano elementi come una gravidanza indesiderata o imprevista, una percezione di scarsa competenza genitoriale, difficoltà lavorative ed economiche, e un insufficiente supporto familiare e sociale (i.e. Demontigny et al., 2013).
L’ansia e gli acting out comportamentali
I disturbi d’ansia e gli acting out comportamentali spesso si presentano in comorbilità con i sintomi della depressione complicando, come riferito precedentemente, il quadro clinico presentato dai padri e la diagnosi di depressione perinatale paterna.
I disturbi d’ansia
I disturbi d’ansia nei padri, durante il periodo perinatale, sono spesso più evidenti rispetto al disturbo depressivo (Bradley & Slade, 2011) e possono manifestarsi tutti i possibili disturbi dello spettro ansioso: disturbo d’ansia generalizzata, attacchi di panico e fobie specifiche (Baldoni, 2016).
Gli acting out comportamentali
Le alterazioni dell’umore nei padri sono spesso associate a disturbi comportamentali e a una perdita di controllo sugli impulsi (Baldoni, 2016). I problemi comportamentali più frequentemente osservati includono:
- Esplosioni di rabbia, spesso manifestate in frequenti litigi;
- Evitamento e disinteresse nei confronti della vita familiare, che si traducono in comportamenti come l’intensificazione del lavoro o un aumento delle attività solitarie o con gli amici;
- Comportamenti compulsivi di natura fisica;
- Dipendenze, che possono riguardare il gioco d’azzardo, l’abuso di sostanze, o l’eccessiva frequentazione di siti internet e videogiochi.
Le possibili conseguenze dei disturbi perinatali paterni
I disturbi perinatali nei padri determinano un cambiamento che compromette diverse aree della loro vita, come quella affettiva, professionale o relazionale. Tali alterazioni non solo incidono sul benessere psicofisico dei padri, ma possono avere effetti anche sullo sviluppo della relazione padre-bambino, sullo sviluppo del bambino stesso e sulla coppia.
Gli esiti sul benessere materno
Gli studi sui disturbi perinatali paterni hanno evidenziato come, durante il periodo perinatale, gli stati emotivi di madre e padre si influenzano reciprocamente, mostrando una relazione significativa tra la depressione perinatale paterna e materna. Questa relazione non riguarda solo i disturbi depressivi, ma si estende anche alla sintomatologia ansiosa (i.e. Musser et al., 2013).
Gli esiti sullo sviluppo infantile
La letteratura, ad oggi, è concorde nel sostenere che sia i disturbi perinatali materni che quelli paterni influiscono sullo sviluppo psico-fisico infantile. In particolare, la manifestazione di un disturbo depressivo paterno è stata associata a cure parentali inadeguate, a una percezione meno accurata dello stato di salute e dello sviluppo del bambino, nonché a una minore capacità del bambino di raggiungere buoni livelli di performance (i.e. LaRosa et al., 2009). Inoltre, si osservano minori livelli di coinvolgimento del padre nella cura del bambino, difficoltà di adattamento e di comunicazione tra genitore e bambino, nonché disturbi comportamentali nei bambini, sia internalizzanti che esternalizzanti (i.e. Paulson et al., 2009).
Conclusioni
In conclusione, i disturbi perinatali paterni rappresentano una condizione ancora poco riconosciuta nel panorama della salute mentale, considerando anche il fatto che il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM; American Psychiatric Association [APA], 2013) non fa alcun riferimento alla possibilità di un disturbo paterno durante il periodo perinatale.
La letteratura in merito è ancora agli inizi, ma sta emergendo come un campo di crescente interesse, con un numero sempre maggiore di studi che ne evidenziano l’importanza. Tuttavia, la diagnosi di depressione perinatale paterna è complessa, poiché spesso si sovrappone a sintomi di ansia e comportamenti di acting out, che sporcano il quadro clinico, rendendo difficile un’identificazione chiara e tempestiva del disturbo.
Nonostante queste difficoltà diagnostiche, è fondamentale riconoscere il ruolo centrale dei padri nel periodo perinatale e includerli attivamente durante la gravidanza e nel periodo del postpartum. Promuovere il benessere psicologico dei padri è essenziale per favorire una genitorialità equilibrata e per sostenere lo sviluppo del bambino.
Per approfondire
American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). APA.
Baldoni, F., & Ceccarelli, L. (2010). La depressione perinatale paterna: Una rassegna della ricerca clinica ed empirica. Infanzia e Adolescenza, 9(2). 79-92.
Baldoni, F., & Ceccarelli, L. (2013). La depressione perinatale nei padri. In V. Caretti, N. Ragonese, & C. Crisafi (A cura di) La depressione perinatale: Aspetti clinici e di ricerca sulla genitorialità a rischio (145-173). Giovanni Fioriti.
Baldoni, F. (2016). I disturbi affettivi perinatali nei padri. In P. Grussu, & A. Bramante (A cura di) Manuale di psicopatologia perinatale. Profili psicopatologici e modalità di intervento (63-86). Erickson.
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