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Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Tre Psy, un obiettivo: il benessere psicologico

Mattia Ritieni – Centro Interazioni Umane

È comune pensare che la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra sia una insignificante piccola sottigliezza e che in fondo non cambi nulla tra questi tre professionisti. Come vedremo, le differenze sono diverse e importanti, e in questo articolo ne discuteremo alcune.

Purtroppo, infatti, è molto difficile per una persona che soffre o che affronta un periodo di stallo compiere una scelta consapevole per farsi aiutare a lenire la propria sofferenza e a sbloccarsi. Speriamo con questo articolo di chiarire alcuni dubbi legittimi. 

Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra: quale percorso di studi fanno?

Una prima differenza sta proprio nel percorso di studi richiesto per poter svolgere tali professioni. 

Lo psicologo necessita di completare un ciclo di studi di 5 anni (laurea triennale e magistrale) e successivamente un anno di tirocinio pratico e l’esame di stato prima di potersi iscriversi alla sezione A dell’ordine degli psicologi per poter esercitare la professione.

Lo psichiatra è, invece, un medico che oltre alla laurea in medicina e chirurgia di 6 anni, ha completato anche la specializzazione post-lauream di 4 anni di psichiatria, ovviamente anche qui è necessario l’esame di stato e l’iscrizione all’ordine dei medici. 

Per diventare psicoterapeuta sono possibili due percorsi: 

  • frequentare un corso di specializzazione post-lauream in psicoterapia di almeno 4 anni a cui si accede se si è iscritti all’albo degli psicologi o dei medici e che è composto da lezioni frontali e tirocini pratici;
  • essere un medico specializzato in psichiatria dà automatico la possibilità i iscriversi anche all’albo degli psicoterapeuti; se lo psichiatra vuole può comunque iscriversi anche alla scuola di specializzazione post-lauream in psichiatria prima di iscriversi all’albo degli psicoterapeuti. 

In realtà, all’interno del mondo della salute mentale, spesso possono essere citate altre figure, tra cui primariamente quella del counselor ma anche il life coach o l’health coach. Queste figure professionali non sono riconosciute come professioni sanitarie e si pongono in palese sovrapposizione con quelle dello psicologo, dello psicologo psicoterapeuta, del dottore in tecniche psicologiche, del medico, del medico psichiatra, del medico psicoterapeuta, che possono supportare in una gamma molto estesa di problematiche dalle più acute e pervasive a quelle più lievi e circoscritte. Esiste anche la figura del neurologo che, come lo psichiatra, si è un laureato in medicina e chirurgia, ma ha conseguito una specializzazione in neurologia è si occupa primariamente di malattie organiche del sistema nervoso centrale o periferico come cefalee, epilessia o malattie neurodegenerative come la Sclerosi multipla o il Parkinson, e molte altre. 

 

Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra: ma allora, chi può fare cosa?

Ulteriori differenze esistono per quanto riguarda le competenze

Lo psicologo non può mettere in atto un percorso psicoterapeutico specifico, che rimane prerogativa degli psicoterapeuti, ma può occuparsi del benessere generale o dell’analisi di difficoltà molto circoscritte. A seconda della sua specializzazione, lo psicologo può operare in diversi contesti come quello scolastico in cui può per esempio promuovere il benessere psicologico degli studenti, o in ambito aziendale in cui può aiutare a migliorare l’efficienza di un gruppo o aiutare nella selezione di nuovo personale, può somministrare test ed eseguire valutazioni, può occuparsi dei percorsi di riabilitazione e può, infine, sia insegnare che fare ricerca.

Lo psicoterapeuta, invece, può intervenire con percorsi individuali e/o di gruppo in cui vengono affrontate tematiche molto acute, che possono compromettere il funzionamento della persona in molte aree di vita e/o che comportano un intenso livello di sofferenza emotiva. Durante la specializzazione, infatti, lo psicoterapeuta esercita le competenze tecniche ma anche la capacità umana di affrontare le proprie reazioni di fronte a persone che hanno sperimentato eventi di vita ad alto impatto emotivo e/o livelli di sofferenza o blocco elevati, per accompagnarle a sbloccarsi e prendere in mano la propria vita. 

Tra le tre, lo psichiatra è l’unica figura professionale che ha la possibilità di prescrivere farmaci. Come abbiamo detto prima, uno psichiatra può anche essere psicoterapeuta, in questo caso è a discrezione del medico decidere in che modo procedere rispetto a un utente e ai disagi che presenta.

 

Esistono differenze tra psicoterapeuti?

Il mondo della psicoterapia è vasto, ci sono molti approcci diversi e non tutte le psicoterapie hanno lo stesso effetto con tutti. Alcune volte può succedere, infatti, che alcune persone si scoraggino di fronte ad una psicoterapia che non li ha convinti o li ha delusi, quando in realtà è possibile che si fossero semplicemente confrontati con un modello di psicoterapia che non li coinvolgeva appieno. Prima di incominciare un percorso terapeutico è consigliabile, infatti, provare a cercare informazioni circa l’approccio del professionista a cui ti vorrai rivolgere. Giusto per fare degli esempi, un approccio psicoanalitico può essere significativamente diverso da un approccio sistemico-relazionale o da un approccio Gestalt o da un approccio cognitivo-comportamentale. E anche all’interno dell’approccio congnitivo-comportamentale esistono diverse correnti, per esempio cognitivista, comportamentista, o ACT, come quello che proponiamo al Centro Interazioni Umane

L’efficacia di una psicoterapia, però, può variare anche sulla base della relazione che si crea con il terapeuta. Quello dell’efficacia sarà argomento di successivi articoli. Per rispondere a una domanda che spesso sorge: sì, gli psicoterapeuti presentano tra loro grandi differenze, per quanto riguarda principi, metodologie e tecniche, ma sono accomunati dall’obiettivo di migliorare come possibile la qualità di vita di una persona.

 

E l’analista che cos’è?

In realtà lo psicoanalista, a cui spesso nel linguaggio comune ci si riferisce con l’abbreviazione “analista”, è uno psicoterapeuta che appunto ha frequentato una specifica scuola di psicoterapia. All’interno della scuola psicoanalitica, come abbiamo appena detto per quella congnitivo-comportamentale, esistono molte diverse correnti che formano poi psicoterapeuti che operano secondo premesse e metodologie parzialmente diverse, come per esempio le correnti freudiane, junghiane, adleriane, lacaniane, dal nome dei loro fondatori. 

 

Quindi, meglio psicologo o psicoterapeuta?

 

Facendo riferimento alla formazione, agli strumenti e alle finalità che distinguono i due professionisti, possiamo dire che in realtà la scelta tra psicologo e psicoterapeuta dipende principalmente dal disagio che percepisci

Se hai già idea della profondità con cui ti pervade, potrai sicuramente scegliere bene tra lo psicologo, ossia una figura che si occupa di migliorare il benessere psicologico, di aumentare la consapevolezza di sé stessi e di fare psicoeducazione, e uno psicoterapeuta, ossia una figura predisposta specificamente ad accompagnare la consapevolezza in presenza di livelli di disagio emotivo anche molto elevati e di blocchi di vita intensi e pervasivi. Se hai dei dubbi, invece, e non sai bene come muoverti, una buona idea potrebbe essere quella di sostenere un incontro conoscitivo che ti aiuterà ad avere un’idea più chiara sul giusto percorso da intraprendere. Se vuoi fissare un primo incontro al Centro Interazioni Umane, compila il form sottostante o telefonaci.