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Compassion Focused Therapy: la compassione in terapia

Di fronte a tutte le potenziali sofferenze e difficoltà che noi e tutti gli uomini affronteremo, la compassione costituisce l’unica risposta sensata” P. Gilbert

In questo articolo presentiamo le caratteristiche essenziali della terapia focalizzata sulla compassione, un approccio che ben sintetizza la filosofia orientale con il rigore scientifico occidentale.

 

Che cos’è la Terapia focalizzata sulla compassione?

 

La terapia focalizzata sulla compassione (TFC) è un modello di psicoterapia integrativa fondato sulle neuroscienze affettive, sulla teoria dell’attaccamento e sulla scienza evolutiva; lo sviluppo di tale approccio è da ricondurre alle osservazioni dello psicologo britannico Paul Gilbert e l’elemento centrale di questo modello è la compassione, definita come la disponibilità a consentire a noi stessi di essere toccati dalla sofferenza e sperimentare la motivazione di aiutare ad alleviarla e prevenirla.

 

Perché la compassione?

 

La compassione è nata dal riconoscimento che in fondo vogliamo tutti semplicemente essere felici e non soffrire. Perché abbiamo bisogno della compassione? Perché la vita è dura; anche se siamo nati in una situazione relativamente avvantaggiata, con pronto accesso al cibo, un posto confortevole dove vivere, persone che ci amano, istruzione e opportunità per conseguire i nostri obiettivi – anche se abbiamo tutto questo – tutti, nelle nostre vite, affronteremo il dolore. 

Ci ammaleremo, perderemo le persone che amiamo, a volte faremo del nostro meglio per raggiungere gli obiettivi che desideriamo e falliremo. Molti di noi avranno i cuori spezzati. Avere una vita umana significa affrontare il dolore. È il prezzo del biglietto d’ingresso. La vita è difficile, per tutti.

Molti di noi potrebbero sperimentare queste fatiche e queste emozioni dolorose come isolanti, come segnali che “c’è qualcosa che non va in me”. Invece di cercare aiuto, potrebbero ritirarsi dagli altri. Invece di sostenere, incoraggiare e rassicurare se stessi potrebbero affrontare le loro difficoltà con critica, autoaccusa e vergogna.

In che modo la terapia basata sulla compassione può essere d’aiuto?

 

La TFC aiuta le persone a imparare ad approcciarsi alle proprie difficoltà e a quelle degli altri in modi calorosi, accettanti e incoraggianti per aiutare se stessi a sentirsi al sicuro e fiduciosi nel lavorare con le esperienze emotive difficili e problematiche della vita.


Nelle prime fasi dell’intervento TFC, le persone apprendono come le diverse emozioni si siano evolute per assolvere a determinate funzioni, analizzando come queste emozioni finiscano per creare problemi quando si associano agli ambienti moderni e alle capacità di immaginazione e di pensiero simbolico del cervello più recente. 

Le persone apprendono ad esempio che le dinamiche disorientanti delle emozioni di minaccia, come ansia e rabbia, sono perfettamente comprensibili se viste attraverso la lente dell’evoluzione. Tale comprensione mostra perché è così facile restare “bloccati” in queste emozioni e può aiutare a ridurre la tendenza delle persone a vergognarsi per i loro sentimenti. La TFC analizza anche come i contesti sociali e le relazioni di attaccamento possano spingere il nostro potenziale genetico di base a dare vita a comportamenti ed emozioni difficili.

 

Cosa sono i sistemi di regolazione delle emozioni?

 

Alla base della TFC c’è l’ipotesi evoluzionista che nel cervello umano esistano tre sistemi cerebrali sottesi alla regolazione delle emozioni:

  • Il sistema di minaccia, che ha la funzione di individuare le minacce presenti nell’ambiente e di elicitare rapide emozioni di ansia, rabbia o disgusto che ci motivano ad agire prontamente per proteggerci dalla minaccia individuata. L’esito comportamentale di questo processo di regolazione emotiva può essere il fronteggiamento della minaccia, la fuga o la sottomissione.  
  • Il sistema di esplorazione e ricerca di risorse, che ci motiva a cercare le risorse di cui necessitiamo (cibo, opportunità sessuali, nuovi territori, alleanze ecc…). Attiva emozioni energizzanti, ci fa desiderare di raggiungere nuovi obiettivi e ci consente di gioire dei successi e delle ricompense ottenute.  
  • Il sistema di sicurezza, che promuove i comportamenti sociali affiliativi, il senso di appartenenza, la capacità di instaurare relazioni interpersonali intime. Questo sistema elicita senso di pace, di benessere e di tranquillità. 

Secondo Gilbert esperienze precoci di cura da parte di adulti affettuosi e responsivi stimolerebbero l’attivazione del sistema di sicurezza, mentre esperienze di abusi, negligenze o semplice trascuratezza ne ridurrebbero l’attivazione, in alcuni casi fino all’inaccessibilità. Da questa scarsa attivazione o inaccessibilità del sistema di sicurezza e benessere e dalla contemporanea attivazione eccessiva del sistema di minaccia e protezione deriverebbero quei livelli elevati di autocritica e vergogna che molte persone sperimentano.


L’obiettivo principale della TFC è il ripristino dell’equilibrio tra i tre sistemi di regolazione delle emozioni.

 

Quali sono gli strumenti della terapia basata sulla compassione?

 

Secondo i teorici della TFC, lo sviluppo di una reale comprensione delle difficoltà connaturate alla vita umana contribuisce a creare il contesto in cui può radicarsi la compassione verso di sé, dato che le persone cominciano a realizzare che molti dei fattori che creano e mantengono i loro problemi non sono una loro scelta o un loro progetto e, quindi, non sono colpa loro.


Attraverso la TFC si impara a lavorare con i sistemi evoluti di regolazione emotiva per aiutare se stessi a sentirsi al sicuro e fiduciosi quando si affrontano le sfide della vita.


Gli obiettivi della TFC vengono perseguiti attraverso la relazione terapeutica, il processo di scoperta guidata, tecniche immaginative, pratiche di mindfulness, esercizi per coltivare la compassione ed il pensiero compassionevole.

Ad oggi un consistente numero di studi evidenzia come la compassione verso se stessi si associ alla diminuzione di sintomi psichiatrici, minori livelli di ansia e depressione e, in generale, ad un miglioramento del benessere psicologico.

Promemoria per quando le cose saranno difficili

Perché non iniziare proprio ora a coltivare uno sguardo gentile verso noi stessi? Ecco uno spunto per trattarci con amore e per prenderci cura dei momenti (inevitabili) di difficoltà.

 

Scrivi cinque frasi, cinque promemoria che ti aiutino quando ci sarà bisogno. Cinque bigliettini d’amore da lasciare in giro per casa in modo da trovarli all’occorrenza e farci sorprendere da una parola di conforto e di sostegno. Certo che ci farebbe piacere che anche le persone che amiamo ci aiutassero a tenerci sù, che facessero il tifo per noi; ma la prima persona che può impegnarsi a far fronte alle difficoltà della nostra vita… siamo noi. 

"Se io non sono per me stesso - diceva il saggio - chi è per me? (…) Se non ora, quando?"

 

Giulia Castelnuovo, psicologa e psicoterapeuta

Specializzata in psicoterapia presso l’Accademia di Scienze Comportamentali e Cognitive di Parma, mi occupo di adulti e giovani adulti che stanno attraversando fasi della vita difficili e stressanti, sopraffatti da situazioni, emozioni e pensieri che li allontanano da ciò che è veramente importante. In seguito all’individuazione condivisa degli obiettivi del percorso, opero in chiave ACT sui processi che stanno alla base della flessibilità psicologica al fine di accompagnare le persone con cui lavoro verso una vita piena, ricca e significativa.