Flessibilità psicologica nella terza età: come l’ACT può favorire l’adattamento ai cambiamenti fisici e relazionali
di Yuliya Petryshyna, Psicologa, Sessuologa, Consulente di coppia
La terza età è una fase complessa della vita umana. Questa fase della vita più avanzata coinvolge cambiamenti biologici, fisici, psicologici, relazionali e sociali che spesso sono silenziosi e possono generare un impatto significativo sul benessere psicologico degli anziani. Il potenziamento della flessibilità psicologica nella terza età può sostenere efficacemente il benessere psicologico degli anziani.
La terza età è una fase della vita che segue l’età adulta, coincide generalmente con il periodo successivo al pensionamento ed è associata a un cambiamento del ruolo sociale dell’individuo. Con la fine dell’attività lavorativa, molte persone si trovano ad affrontare una nuova organizzazione del tempo e delle proprie abitudini. Con l’avanzare dell’età, l’invecchiamento definisce una nuova fase di vita, la così detta silver age, in cui possono emergere nuove sfide da affrontare, come malattie croniche, riduzione dell’autonomia, perdita dei ruoli sociali, eventi di perdita di persone significative e il lutto ad essi associato. In questa fase i cambiamenti fisiologici e ormonali, disfunzioni sessuali, senso di solitudine, perdita di autonomia, pensieri spiacevoli e attitudini sociali e culturali possono influenzare il benessere psicologico degli anziani.
Le persone anziane raramente ricercano aiuto professionale per affrontare problematiche di adattamento alla terza età o di difficoltà sessuali. L’ACT può aiutare ad affrontare il cambiamento e la transizione verso la terza età come una normale prosecuzione della vita matura, favorendo l’adattamento e sostenendo la qualità della vita. Il potenziamento della flessibilità psicologica in terza età può aiutare a vivere questa fase del ciclo di vita dell’essere umano non come una fase di declino, ma come un periodo ricco di opportunità in cui continuare ad affermare i propri valori, continuare a imparare e condividere esperienze relazionali e intime significative.
Cambiamenti corporei e flessibilità psicologica nella terza età
L’invecchiamento è un processo biologico naturale che accompagna ogni essere umano lungo il corso della vita. Fin dalla nascita il nostro corpo e la nostra mente attraversano diverse fasi di progressivo cambiamento e adattamento, caratterizzate da trasformazioni fisiche, biologiche e psicologiche.
In terza età diminuisce la forza muscolare, il metabolismo rallenta e alcune funzioni dell’organismo diventano meno efficienti. Le donne e gli uomini in età matura possono subire l’impatto di diverse situazioni potenzialmente stressanti (cambi ormonali, malattie cardiovascolari, malattie reumatiche o croniche, disturbi muscolo scheletrici, diabete, ecc).
I cambiamenti fisici sono la manifestazione dell’invecchiamento biologico e possono essere vissuti come stressanti. I cambiamenti che avvengono in terza età coinvolgono anche la dimensione psicologica, sociale ed emotiva della persona. Infatti, esperienze negative o lutti, mancanza di adattamento alla nuova fase di vita, aspettative non realistiche, timore del cambiamento corporeo o della morte, perdita di autostima o dell’autonomia, possono avere effetti negativi sul benessere psicologico degli anziani.
La solitudine, l’isolamento e una vita affettiva e sociale limitata possono alimentare tristezza, rabbia, paura, angoscia. Il mantenimento della flessibilità psicologica in terza età è un elemento fondamentale per un invecchiamento sano che aiuta a prevenire l’isolamento, la solitudine e favorisce il benessere psicologico degli anziani.
Sebbene con l’invecchiamento possano a volte diminuire le capacità fisiche, aumentano l’esperienza, la saggezza e la capacità di affrontare le difficoltà. Tuttavia, raramente gli anziani ricercano un aiuto professionale per adattarsi ai cambiamenti della terza età e per affrontare il vissuto relativo all’invecchiamento.
L’impatto dei cambiamenti fisici sull’identità e sulla sessualità
Desiderio sessuale in terza età
La cosiddetta silver age è una naturale continuazione dell’età adulta. Nonostante i cambiamenti legati all’invecchiamento, in terza età la sessualità rimane per molti parte integrante della qualità della vita e del benessere emotivo, psicologico e fisico.
Il desiderio e l’attività sessuale rimangono rilevanti per le persone anche in terza età . Negli Stati Uniti il 67% degli uomini e il 40% delle donne di età compresa tra i 65 e i 74 anni riferiscono desiderio e attività sessuale. Il 38% degli uomini e il 17% delle donne di età compresa tra i 75 anni e 85 anni riferiscono una qualche forma di pratica sessuale (Hillman, 2012).
Diverse ricerche evidenziano i benefici psicologici della sessualità in terza età. L’attività sessuale può contribuire a preservare l’autostima, il contatto positivo con il proprio corpo, il mantenimento di un’immagine positiva di sé, minor livello di solitudine e di isolamento sociale, migliore qualità relazionale e favorisce una maggiore accettazione dei cambiamenti fisici inevitabili della terza età. Inoltre, dalle ricerche emerge l’associazione positiva tra la qualità della vita e l’attività sessuale. Infatti, gli anziani in buona salute mantengono l’attività sessuale maggiormente rispetto a coloro che godono di salute più precaria: gli uomini per 5-7 anni in più e le donne per 3-6 anni in più. (Lindau S. T, Gavrilova N., 2010).
La terza età è spesso erroneamente associata alla credenza diffusa per cui gli anziani rinunciano all’intimità e alla sessualità. Le credenze fuorvianti circa il fatto che gli anziani perdono interesse per il sesso o diventino asessuati con l’avanzare dell’età è riduttiva e non rispecchia la complessità dell’esperienza umana. Nella realtà non esiste un’età di “scadenza” per il desiderio o la ricerca dell’intimità. Lo stereotipo secondo il quale “il sesso è solo per i giovani” non tiene conto dell’importanza dell’espressione sessuale in terza età. Le credenze stereotipate possono essere numerose:
“La sessualità negli anziani è fastidiosa, grottesca e incongrua”
“Le persone anziane non hanno abilità fisiche per fare sesso”
“L’attività sessuale non è buona per la salute”
“Le persone anziane non hanno interessi sessuali”
“I corpi degli anziani sono brutti e non piacevoli”
L’imbarazzo e gli stereotipi circa la sessualità degli anziani possono influire sull’intimità relazionale e sulla soddisfazione sessuale in terza età. Gli stereotipi che associano alla terza età la presunta condizione di asessualità, rafforzano l’idea che l’attività sessuale e fisica sia riservata ai giovani e sottovalutano i benefici fisici, emotivi e psicologici che una vita sessuale attiva può apportare nella terza età.
L’impatto dei cambiamenti
I cambiamenti fisiologici possono alimentare la riduzione della libido o la disfunzione erettile, ma non diminuiscono necessariamente l’importanza del sesso nella vita delle persone anziane. ll ciclo della risposta sessuale e i ritmi dell’attività intima possono cambiare, ma il desiderio emotivo di intimità e di vicinanza fisica permane. La ricerca evidenzia, infatti, che gli adulti anziani mantengono vivo il desiderio sessuale e di intimità (DeLamater & Koepsel 2015). Inoltre, la sessualità nella terza età sembra influenzata da variabili sociali, psicologiche e relazionali piuttosto che da cambiamenti fisici. In particolare, i dati evidenziano che l’atteggiamento riguardante la sessualità e il rapporto con il proprio corpo, l’educazione, il benessere fisico e psicologico, la qualità relazionale e la comunicazione con il partner, la sessualità pregressa, lo stile di vita rappresentano le variabili più rilevanti (Beutel et al., 2002).
L’attività sessuale contribuisce in modo significativo al benessere psicofisico e alla qualità della vita degli anziani. Sebbene la prestazione fisica possa subire un declino, gli aspetti emotivi e relazionali della sessualità acquistano una rilevanza crescente e possono rendere l’intimità un’esperienza profondamente significativa e soddisfacente.
Infatti, la sessualità può essere un canale attraverso cui i partner comunicano affetto e desiderio e rafforzano il legame emotivo che favorisce la gestione delle difficoltà legate all’invecchiamento, come le malattie croniche. Comunicare apertamente sui temi della terza età può aiutare l’esplorazione di nuove modalità di intimità e di piacere indipendentemente dalla prestazione, oltre che l’adattamento ai cambiamenti inevitabili di questa stagione della vita. La flessibilità psicologica in terza età favorisce l’ampliamento del repertorio sessuale, il superamento delle difficoltà dei cambiamenti fisici e della risposta sessuale, incrementando l’appagamento, la soddisfazione e il benessere psicologico degli anziani.
Una maggiore flessibilità psicologica può favorire il riconoscimento di sfide che si presentano con l’invecchiamento, ma anche di opportunità come l’accumulo di saggezza sessuale e di diversità nell’espressione sessuale (Curley, C.M. & Johnson, B.T., 2022). In terza età il bagaglio di esperienze vissute alimenta, infatti, la saggezza e la maturità che possono sostenere una maggiore consapevolezza dei propri valori e la capacità di evoluzione nella dimensione sessuale. In particolare, la flessibilità psicologica in terza età può favorire la scoperta di nuove esperienze e la capacità di andare oltre la dimensione fisica delle esperienze, che valorizza la diversità dell’esperienza sessuale e include una gamma di attività e forme di intimità non basata sulla prestazione fisica.
Come ACT può aiutare le persone anziane?
Spesso gli anziani fanno fatica a chiedere supporto sanitario e psicologico. Affrontare i temi legati all’invecchiamento può risultare difficile per molte persone a causa di stereotipi, della paura o della mancata conoscenza che minimizzano la rilevanza delle problematiche della terza età e sminuiscono l’importanza del benessere psicologico degli anziani.
Il benessere psicologico degli anziani non dipende dall’eliminazione del dolore o delle difficoltà, ma dalla capacità di aprirsi con disponibilità ad esse e di vivere, comunque, una vita significativa. In questo contesto, l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) può favorire la flessibilità psicologica in terza età e sostenere il cambiamento, la capacità di adattamento e una transizione serena verso una fase di vita più matura.
L’ACT può fornire alle persone anziane strumenti per affrontare le sfide legate ai cambiamenti fisici, psicologici e sociali tipici dell’invecchiamento, favorendo un’apertura non giudicante verso le proprie esperienze interne, esterne e dell’età anagrafica. Questo permette di convivere con eventuali limitazioni fisiche, con il dolore cronico o con emozioni legate alla perdita senza cercare di evitarli o sopprimerli. Al tempo stesso, l’ACT può aiutare a rinforzare i valori personali, sostenendo gli anziani nel delineare un senso di scopo e nella valorizzazione dell’identità anche di fronte alla perdita di ruoli sociali significativi o a fronte dei cambiamenti corporei. Individuare ciò che è realmente importante consente di impegnarsi in attività compatibili con le condizioni e con i valori dell’età matura.
La mindfulness può favorire una maggiore consapevolezza del momento presente, ridurre le ruminazioni sul passato e le preoccupazioni per il futuro. Questo può contribuire a migliorare il benessere psicologico degli anziani e la qualità della vita. Nella cosiddetta “silver age”, l’accettazione della fase di vita e lo sviluppo della flessibilità psicologica in terza età promuovono l’adattamento ai cambiamenti e facilitano la soddisfazione individuale e relazionale. Gli strumenti dell’ACT aiutano a riconoscere le proprie risorse, accettare il cambiamento corporeo e a vivere in modo più appagante il corpo, le relazioni e l’intimità.
Le ricerche mostrano l’efficacia dell’ACT nel trattamento di problematiche frequenti tra gli anziani, come dolore cronico, ansia, depressione e stress legato a malattie croniche, migliorando l’adattamento psicologico e la qualità della vita (Goetz, D. B., & Hirschhorn, E. W., 2022). L’ACT può aiutare gli anziani a:
- accettare i cambiamenti legati all’età, alla salute o alla perdita di autonomia, riducendo frustrazione e ansia;
- gestire emozioni spiacevoli, come tristezza, solitudine e paura della morte, osservando i pensieri senza esserne dominati;
- mantenere l’impegno verso i propri valori, continuando a vivere in modo coerente con ciò che è importante, come relazioni, spiritualità o contributo alla comunità;
- coltivare relazioni e attività significative, sostenendo partecipazione sociale, interessi personali e senso di utilità;
- sviluppare resilienza e flessibilità psicologica, cioè la capacità di adattarsi al cambiamento mantenendo una vita significativa.
Grazie a queste strategie, la terza età può essere vissuta come opportunità di crescita personale, di consapevolezza e di significato. Accettare il cambiamento, invece di respingerlo, modifica il rapporto con se stessi e con gli altri, migliorando l’adattamento e la qualità della vita. Inoltre, chiarire i propri valori e orientare le azioni verso ciò che conta davvero permette di costruire relazioni autentiche e favorire il benessere nelle relazioni intime, riducendo lo stress e l’ansia da prestazione.
Molte persone possono trovarsi in imbarazzo ad affrontare i temi legati alla terza età. L’ACT può essere uno strumento efficace per accompagnare gli anziani nell’invecchiamento, promuovendo accettazione, consapevolezza, resilienza e impegno verso una vita significativa, sostenendo il benessere psicologico, relazionale e corporeo in questa fase della vita.
Per approfondire
Beutel, M.E., Schumacher, J., Weidner, W. and Brähler, E. (2002), Sexual activity, sexual and partnership satisfaction in ageing men—results from a German representative community study. Andrologia, 34: 22-28. https://doi.org/10.1046/j.0303-4569.2001.00473.x
Curley, C.M.& Johnson, B.T. (2022). Sexuality and aging: is it time for a new sexual revolution? Social Science & Medicine, 301,https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2022.114865
DeLamater, J. (2012). Sexual Expression in Later Life: A Review and Synthesis. The Journal of Sex Research, 49(2–3), 125–141. https://doi.org/10.1080/00224499.2011.603168
DeLamater, J., Koepsel, E. R., & Johnson, T. (2019). Changes, changes? Women’s experience of sexuality in later life. Sexual and Relationship Therapy, 34(2), 211–227. https://doi.org/10.1080/14681994.2017.1412419
DeLamater, J., & Koepsel, E. (2015). Relationships and sexual expression in later life: a biopsychosocial perspective. Sexual and Relationship Therapy, 30(1), 37–59. https://doi.org/10.1080/14681994.2014.939506
Fabrizi, A., Girardi, M., Simonelli, C. (2024). L’età matura. In C.Simonelli, G.D’Urso e G.D’Angiò (Eds.), Manuale di psicologia dello sviluppo psicoaffettivo e sessuale. Erikson, Trento.
Gilardi, A., Nappi, R.E., Palacios, S., Reisman, Y., Jannini, E.A. (2024). From couplepause to doublepause: the impact of midlife physical, psychological and social changes on the sexual life of aging couples. Sexual Medicine Reviews.
Goetz, D. B., & Hirschhorn, E. W. (2022). An Evaluation of an ACT-Based “Aging Resiliently” Group. Clinical Gerontologist, 45(2), 430–436. https://doi.org/10.1080/07317115.2021.1932001
Hillman, J. (2012). Attitudes toward Sexuality and Aging. In: Sexuality and Aging. Springer, New York, NY. https://doi.org/10.1007/978-1-4614-3399-6_3
Lindau S. T, Gavrilova N. Sex, health, and years of sexually active life gained due to good health: evidence from two US population based cross sectional surveys of ageing. BMJ 2010; 340. https://doi.org/10.1136/bmj.c810