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Flessibilità psicologica: un alleato per la vita di tutti i giorni

Alice Barbieri – Centro Interazioni Umane

 

Se pensi alla flessibilità psicologica che cosa ti viene in mente?

Partiamo dal dire che cosa NON è la flessibilità psicologica: non è un concetto astratto, non è un sinonimo di debolezza e non è una dote innata con cui ci nasci, o non sarai mai flessibile.

 

La flessibilità psicologica è un insieme di abilità che possono essere allenate e apprese. Proprio attraverso la pratica puoi imparare ad essere flessibile! 

Scopri in questo articolo come la flessibilità psicologica può diventare un alleato per la tua vita di tutti i giorni.  

 

Essere flessibili: anche nei momenti di crisi

 

La flessibilità psicologica è la “capacità di essere nel qui e ora, facendo esperienza e accogliendo, quanto accade (dentro e fuori di noi) e di muoversi verso i nostri valori più profondi” (Moderato, Presti e Dell’Orco, 2022). L’essere flessibile ti permette di muoverti verso ciò che conta, anche in presenza di ostacoli, difficoltà o momenti di crisi. 

Che cosa ti ritrovi a fare quando sei in un momento di crisi per te? Quasi in automatico, noi esseri umani rincorriamo in maniera incessante i nostri bisogni e desideri immediati. 

In questo modo, a volte rinunciamo ai nostri valori più profondi e alla vita che vorremmo. Altre volte, ci sentiamo paralizzati di fronte alla routine giornaliera e passiamo il tempo a procedere come abbiamo sempre fatto, senza comprenderne veramente lo scopo.

 

Tutto questo funziona?

 


Qualunque sia la tua reazione alla crisi, l’obiettivo di fondo rimane spesso lo stesso per tutti noi: scacciare via il dolore che stiamo provando. Non ti piace, non lo vuoi e cerchi di allontanarlo, insieme a tutto ciò che rende la tua vita difficile e a volte insopportabile. 

E mentre eviti le cose difficili, senza volerlo eviti anche ciò che dà scopo e significato alla tua vita. E tutto questo è perfettamente normale: capita a tutti noi di concentrarsi sul non sentire e cercare di non provare sensazioni, emozioni, pensieri scomodi. 

Se viviamo in questo modo per tanto tempo, possiamo persino iniziare a dubitare che ci sia un senso in tutto questo, come riporta Steven Hayes nell’articolo scritto per Psychology Today

 

Una grande “ironia”

 

E che cosa succede alle emozioni, ai pensieri e alle sensazioni indesiderate? Spesso ritornano rapidamente, seguendo il principio “più non le vuoi… più le avrai”. 

È una delle grandi “ironie” della vita: scopo e dolore tendono ad andare a braccetto. Non possiamo avere il primo, senza imparare a fare spazio al secondo. 

Kirk D. Strosahl, uno dei co-fondatori dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) ci ricorda che “c’è da vivere tanto in un momento di dolore quanto in uno di gioia” (2004, p.43).

 

Gli ingredienti della flessibilità psicologica

 

Quando ci ritroviamo faccia a faccia con la sofferenza, ci chiudiamo in noi stessi e cerchiamo di aggrapparci in tutti i modi a ricercare la “felicità perduta”.  

L’unica alternativa per essere flessibili è permettere che anche il dolore arrivi e fargli spazio. Dato che questa lezione è contro-intuitiva è facile dimenticarla, soprattutto quando stai già soffrendo. 

Quando decidi di uscire da questo circolo vizioso, il primo passo da fare è entrare in contatto con quello che è importante per te e con il dolore e le vulnerabilità che ne derivano. 

La flessibilità psicologica è un nostro alleato proprio per questo: ti permette di essere presente, aprirti e fare ciò che è importante per te. L’aspetto più meraviglioso e sorprendente è che possiamo imparare ad essere flessibili, possiamo sviluppare la nostra forza flessibile. 

Ecco i tre ingredienti chiave che ci possono aiutare ad essere flessibili! 

 

1. Fare spazio ad emozioni e pensieri spiacevoli 

 

Non si tratta di rassegnazione o di indulgenza, bensì di praticare un’attitudine di disponibilità verso tutte le emozioni, i pensieri e le sensazioni fisiche che emergono in te. 

Allo stesso tempo, puoi imparare di lasciare andare e non controllare ciò che non dipende da te. Per esempio le emozioni che provi e i pensieri che arrivano non sono sotto il tuo controllo e non puoi accenderle e spegnerle attraverso un interruttore “ON” o “OFF” interno. 

2. Essere presente, qui e ora

 

Puoi imparare a connetterti con qualunque cosa ti stia succedendo in questo preciso momento. Per farlo, puoi prestare attenzione alla tua esperienza nel qui e ora, piuttosto che perdere la concentrazione focalizzandoti sui pensieri e sulle emozioni che ti catturano. 

L’atteggiamento che possiamo adottare è di apertura e curiosità: puoi imparare ad allenare uno sguardo gentile verso la tua esperienza, piuttosto che scappare via a priori o cercare di lottarci contro. 

In questo modo sarai capace di dirigere e focalizzare la tua attenzione sugli aspetti della tua vita che più desideri.

 

3. Sapere quello che è importante e agire! 

 

Possiamo vivere seguendo i nostri valori anche quando la nostra vita è difficile e non va come vorremmo. 

Per esempio, quando ci troviamo in una situazione in cui non ci sentiamo pronti e decidiamo di fare un passo indietro la nostra mente potrebbe raccontarci che “è una sconfitta per me”oppure “sono un debole”. 

A volte scegliere di fare un passo indietro non è una sconfitta, né un fallimento. È un gesto di cura e amore verso noi stessi per prepararci a tornare più forti e flessibili nella nostra vita di tutti i giorni. 

 

Una volta che hai chiaro che cosa è importante per te, puoi usare i valori come guida per le tue azioni. Puoi “insaporire” qualsiasi cosa stai dicendo e facendo, come fossero una spezia che rende buonissima qualsiasi pietanza che stai preparando. E quasi sempre, quando lo fai, le tue azioni diventano molto più gratificanti! 

 

Per approfondire

 

Hayes, S.C. (2022). The subtle art of doing what matters. Psychology Today. Retrieved June 27, 2022, from https://www.psychologytoday.com/us/blog/get-out-your-mind/202204/the-subtle-art-doing-what-matters 

Moderato, P., Presti, G., & Dell’Orco, F. (2020). ACT: Acceptance and Commitment Therapy. Firenze: Hogrefe, collana 100 domande.

Strosahl, K.D. (2004). ACT with multi-problem client. In Steven C. Hayes & Kirk D. Strosahl (Eds.), A practical guide to acceptance and commitment therapy (pp. 209-244). Oakland, CA: New Harbinger.