#CartoonACT: esploriamo le emozioni nei film di animazione

di Susanna Linetti, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione in psicoterapia “Humanitas” di Milano 

 

In un precedente articolo, abbiamo visto come i cartoni animati non siano solo un prodotto esclusivamente pensato per i bambini, ma possano rappresentare una risorsa per genitori e figli per crescere insieme, condividere valori e creare punti di contatto.

Abbiamo parlato di come un valore autentico e flessibile può portare le persone a rompere alcune regole considerate immutabili; ma in questo processo le emozioni che ruolo hanno? Che cosa succede quando emergono e ci segnalano che c’è qualcosa che non va?

Le emozioni giocano un ruolo cruciale nei nostri comportamenti, influenzando le nostre decisioni e le relazioni interpersonali. In questo articolo, continueremo con l’esplorazione di altri film di animazione che possono aiutare grandi e piccini a esplorare il mondo delle emozioni e ad ascoltare quando esse ci comunicano qualcosa.

 

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati…

 

Nell’articolo precedente,  abbiamo avuto modo di esplorare come la forza di un valore individuale possa spingere l’individuo a scegliere di non farsi guidare da  regole rigide e inflessibili. Ma in questo processo di cambiamento, è solo il comportamento che cambia? Che cosa spinge l’individuo a muoversi verso ciò che è importante?

Un ruolo cruciale è ricoperto dai pensieri e dalle emozioni e dalla nostra capacità di ascoltarli.

Infatti, l’ ACT, una terapia cognitivo comportamentale di terza generazione, ha come focus l’interazione tra questi tre elementi e predilige un contatto con gli eventi privati interni, in modo tale che l’individuo possa venire a contatto con le conseguenze delle sue azioni e mettere, così, in atto interventi che modifichino la funzione degli eventi critici (Roots and Leaves, 2017)

In questo articolo, ho scelto di proporre un film di animazione che enfatizza il ruolo delle emozioni e dei pensieri nel guidare i nostri comportamenti e, viceversa, come i nostri comportamenti possono influenzare i nostri pensieri ed emozioni.

Questo film d’animazione può aiutare i genitori e i figli ad ascoltare e ad ascoltarsi in maniera più consapevole.

Inside out e il mondo delle emozioni

Inside out è un film di animazione che ha riscosso un successo significativo nelle sale per la sua capacità di esplorare in maniera profonda le emozioni che tutti noi proviamo nella vita. Questo film può offrire ai genitori e ai figli l’opportunità di riflettere su temi importanti come la gestione delle emozioni, l’importanza di comprenderle e come influenzano i nostri comportamenti quotidiani.

Nel primo film, le emozioni primarie (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto) non solo accompagnano la protagonista Riley nel suo percorso di crescita, ma diventano vere e proprie compagne di viaggio che ci insegnano come affrontare le sfide della vita.  Nel secondo film, la trama si arricchisce e si manifestano nuove emozioni, man mano che Riley entra nell’adolescenza. In questa fase della vita, le emozioni diventano ancora più complesse e, a volte, difficili da gestire. Ansia, imbarazzo e noia iniziano ad emergere e l’equilibrio emotivo degli adolescenti può venire messo alla prova.

 

Le emozioni come una bussola 

Entrambi i film possono essere utili in quanto danno una panoramica di come il mondo interiore di un essere umano diventa sempre più complesso e quanto le nostre emozioni influiscono sul nostro comportamento e nelle relazioni con gli altri.  Le emozioni sono una bussola e guida nella nostra esperienza quotidiana: oltre a influenzare il nostro comportamento, svolgono un ruolo cruciale nel segnalarci quando qualcosa di significativo sta accadendo.

Un esempio è il momento in cui Bing Bong, l’amico immaginario della protagonista, vive un momento spiacevole quando  il suo amico-razzo svanisce nell’oblio. Gioia cerca disperatamente di risolvere la situazione da sola, tentando di mantenere un atteggiamento positivo e ignorando il dolore della perdita. Al contrario, Tristezza non tenta di cancellare il dolore, ma lo accoglie con apertura: ascolta Bing Bong, riconosce la sua sofferenza e gli permette di esprimere il suo dispiacere. Solo dopo aver sentito il peso della perdita ed essersi sentito compreso, Bing Bong è in grado di lasciarsi andare, permettendo a Riley di proseguire il suo percorso.

 

Le emozioni influenzano il nostro comportamento 

Entrambi i film d’animazione “Inside Out” mostrano come le nostre emozioni influiscono sul nostro comportamento e nelle relazioni con gli altri. Ad esempio, viene mostrato chiaramente l’effetto che l’ansia può avere su di noi quando ci lasciamo completamente agganciare dai suoi scenari. 

Riley, durante la partita di hockey, si ritrova intrappolata in un vortice di preoccupazione, scenari spiacevoli e pensieri negativi che prendono il sopravvento sulle altre emozioni, limitando la sua capacità di affrontare le sfide quotidiane con equilibrio. 

Il film ci mostra una strategia fondamentale per gestire l’ansia con maggiore consapevolezza: fermarsi, respirare e osservare ciò che sta accadendo, senza esserne travolti. Solo accettando la presenza dell’ansia, senza combatterla o evitarla, possiamo connetterci con i nostri valori e scegliere azioni più in linea con ciò che per noi conta davvero – nel caso di Riley, giocare e divertirsi con le sue amiche.

 

Noi siamo l’intero albero 

Un passaggio importante è la trasformazione del senso di Sé di Riley, raffigurato come un albero che racchiude tutto ciò che è importante per lei. Inizialmente, questo albero è costruito su valori e convinzioni legati all’infanzia; ma con l’arrivo dell’adolescenza la protagonista si aggancia a pensieri negativi e a nuove emozioni spiacevoli, sviluppando un senso di Sé rigido e critico. Gioia cerca di ripristinare il vecchio senso di Sé di Riley, ma si accorge che non è più possibile tornare a com’era prima: Riley ha sperimentato nuove emozioni e ha vissuto nuove esperienze che la rendono diversa e unica, rispetto a com’era prima. 

Invece di cercare di eliminare le emozioni spiacevoli o di tornare a una versione idealizzata di noi stessi, possiamo accoglierle come parte integrante della nostra crescita. Il vero equilibrio non sta nel resistere al cambiamento, ma nell’integrare il vecchio e il nuovo, creando un senso di Sé più flessibile e autentico.Questi film sono importanti per genitori e figli perché possono insegnare come dare spazio a tutte le emozioni e accettarci in tutte le nostre componenti: noi siamo l’intero albero, non un singolo ramo o una singola esperienza.

 

Inside Out: una guida per genitori

Per i genitori, i film di Inside Out sono un ottimo spunto per parlare con i propri figli di emozioni.  Per chi ha figli che sono ancora bambini, il primo film di Inside Out può essere utile per aprire un dialogo sull’importanza di normalizzare e dare spazio a tutte le emozioni che proviamo, anche quelle che consideriamo spiacevoli.

 Per i genitori che hanno figli preadolescenti o adolescenti, il secondo film può essere un’occasione per riflettere sui cambiamenti fisiologici che avvengono durante l’adolescenza, come l’emergere di nuove emozioni legate a nuove esperienze che l’adolescente vive quando si interfaccia sempre di più con i suoi coetanei.

Il genitore, prendendo spunto dal film, può diventare una guida preziosa nell’accompagnare l’adolescente verso l’accettazione del proprio senso di Sé, che in questa fase della vita si fa inevitabilmente più complesso. L’adolescente non è definito solo un singolo ramo, ma è l’intero albero, composto da molti rami diversi. Nessuna esperienza, piacevole o spiacevole che sia, potrà definirlo nella sua interezza o stabilire da sola la sua identità. Solo accogliendo anche quei rami più secchi o rigidi, che talvolta ci piacciono meno, l’albero può mantenersi flessibile e affrontare con forza e resilienza i cambiamenti della vita.

Inside Out 2 può anche essere utile sia per gli adolescenti, che per i genitori. Da un lato, invita a gestire l’ansia in maniera funzionale, ovvero fermandosi e riconnettendosi con i propri valori. Dall’altro, emerge come per i genitori può essere utile – anche se estremamente difficile – che i propri figli facciano esperienza di emozioni spiacevoli per imparare ad andare verso ciò che conta e crescere. 

 

Per approfondire 

Anchisi R., Moderato P., Pergolizzi F. (2017) “Roots and Leaves: radici e sviluppi contestualisti in terapia comportamentale e cognitiva” FrancoAngeli

Bruschi B., Parola A. (2013) “Un dialogo sul cinema di animazione” tratto da “Paesaggi digitali: i futuri educatori tra formazione e nuovi linguaggi” Aracne

Gallina B. (2023) “Animazione per chi? L’animazione tra storia, stereotipi e possibilità”

Harris R. (2020) “Fare ACT”: una guida pratica per professionisti all’ Acceptance and Commitment Therapy” FrancoAngeli

Motta D. (2020) “La lingua del cinema italiano di animazione” Lingue e Culture dei Media, 4 (1), 27-40

 

Dott.ssa Susanna Linetti

Psicologa clinica, laureata presso l’Università degli studi di Bergamo, psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia “Humanitas” di Milano. Mi occupo prevalentemente di autismo, lavorando come terapista ABA. Nel corso della mia formazione, ho maturato un particolare interesse per la self compassion come modello terapeutico e per le sue applicazioni cliniche