Disturbo dello Spettro Autistico di livello 1 o Sindrome di Asperger?
di Luca Sbernini, psicologo attualmente iscritto all’Accademia di Scienze Cognitive e Comportamentali ASCCO di Parma
Nella la quinta edizione del DSM – Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – (ovvero il documento riconosciuto a livello internazionale che elenca e descrive i diversi disturbi psicologici) assistiamo alla comparsa del Disturbo dello Spettro Autistico di livello 1, che va a sostituire la precedente dicitura “Sindrome di Asperger”.
Quali sono le caratteristiche di questo disturbo del neurosviluppo? Cosa si intende per “spettro”? In questo articolo cercheremo di risolvere dubbi e rispondere a queste domande.
La sindrome di Asperger: che cos’è?
La Sindrome di Asperger venne identificata dal pediatra austriaco Hans Asperger (1906 – 1980), il quale osservò gruppi di bambini che presentavano particolari comportamenti nell’interazione sociale, nelle abilità comunicative e negli interessi. La Sindrome di Asperger venne inserita nel DSM per la prima volta alla sua quarta edizione nel 1944, come espressione di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo (DPS).
Con la quinta edizione del DSM nel 2013 la categoria DPS viene sostituita da disturbo dello spettro autistico, che entra a far parte dei disturbi del neurosviluppo insieme a disabilità intellettiva, i disturbi della comunicazione, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, il disturbo specifico dell’apprendimento e i disturbi del movimento.
Questa nuova formulazione mette meglio in luce gli aspetti dimensionali e di continuum nella diagnosi attraverso il termine “spettro”, che rimanda idealmente a immagini come lo spettro dei colori, tutti differenti per sfumature. Il termine “spettro autistico” include quindi manifestazioni molto diverse fra loro di questa condizione.
In modo particolare la Sindrome di Asperger è ora definibile come Disturbo dello Spettro Autistico di livello 1 e, per questo motivo, nel corso dell’ articolo utilizzeremo questo termine. Nella diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico di livello 1 non è presente una compromissione intellettiva o del linguaggio associata, in quanto risultano assenti in anamnesi il ritardo del linguaggio e il deficit cognitivo. Prima di approfondire le sue caratteristiche, è necessario comprendere e riconoscere quali sono le caratteristiche del Disturbo dello Spettro Autistico.
Disturbo dello spettro dell’autismo: le caratteristiche
Di seguito riportiamo una semplificazione dei criteri diagnostici del DSM-5 per il disturbo dello spettro dell’autismo:
- Deficit persistenti della comunicazione sociale e dell’interazione sociale che si manifestano attraverso difficoltà della reciprocità socio-emotiva, dei comportamenti comunicativi non verbali utilizzati per l’interazione sociale e dello sviluppo, gestione e comprensione delle relazioni;
- Pattern di comportamento, interessi o attività ristretti o ripetitivi, riconoscibili in almeno due tra movimenti, uso degli oggetti o eloquio stereotipati o ripetitivi; insistenza nella sameness (immodificabilità), aderenza alla routine priva di flessibilità o rituali di comportamento verbale o non verbale; interessi molto limitati e anomali per intensità e profondità; iper o ipo-reattività in risposta a stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente.
Entrambi i criteri devono essere presenti e inoltre è fondamentale che tali caratteristiche siano presenti precocemente nello sviluppo e causino un significativo disagio alla persona.
Per stabilire il livello, le caratteristiche vanno valutate secondo tre livelli di gravità che ne valutano il grado di compromissione, ovvero il grado di supporto necessario alla persona per vivere bene. Nell’autismo di livello 1 è necessario un qualche supporto, mentre nel livello 2 il supporto è significativo e nel livello 3 è molto significativo
Spesso si sente dire che il livello di gravità riguarda la presenza o meno di disabilità. Questo in realtà è falso. Il disturbo dello spettro autistico e la disabilità intellettiva sono due diagnosi differenti che possono co-occorrere, ma l’una non dipende dall’altra.
I livelli di gravità quindi valutano quanto la compromissione delle abilità di comunicazione sociale e la presenza di comportamenti ripetitivi impattano sulla vita della persona,indipendentemente dalla presenza o meno di altra condizione.
Difficoltà dell’interazione sociale in molteplici contesti
Il criterio A del Disturbo Dello Spettro Autistico si riferisce a una difficoltà di “lettura” delle situazioni sociali, come quella che sperimenta chi viene in contatto con una cultura molto diversa, della quale non conosce nulla.
Alcune persone con autismo di livello 1 , per cercare di adattarsi a questo “shock culturale”, possono tendere al ritiro o isolarsi, nel tentativo di evitare l’emotività associata a contesti sociali difficilmente “traducibili”. Lo stesso può avvenire anche per evitare un possibile sovraccarico sensoriale, dato da un “effetto imbuto” tra dati sensoriali e difficoltà di elaborazione. All’apparenza possono sembrare semplicemente persone solitarie o schive.
Altre persone potrebbero, anziché ritirarsi, cercare attivamente di relazionarsi con gli altri. In questi casi possono emergere delle difficoltà nella reciprocità sociale o nell’efficacia relazionale come ad esempio scarse abilità di conversazione o la fatica a sintonizzarsi sui gusti dell’altro.
Alcune persone con autismo di livello 1 utilizzano l’imitazione come strategia di “lettura sociale”. In questi casi si imita una o più persone scelte come modello di interazione efficace. Questo può portare a dei buoni risultati in termini di forma appropriata del comportamento sociale, portando però la relazione su un piano più cognitivo e di ragionamento, dove la persona rischia di apparire poco autentica e di non sentirsi davvero coinvolta..
Queste modalità, così come il ritiro, possono favorire esperienze sociali oggettivamente o soggettivamente negative che andranno a rinforzare evitamenti futuri e si pongono come fattori di rischio per l’insorgenza di patologie quali disturbi d’ansia e depressione.
Nelle persone con Disturbo dello Spettro Autistico livello 1 è presente anche un “linguaggio caratteristico”, che può manifestarsi come difficoltà delle abilità di ascolto, tendenza al monologo, interpretazione letterale, rigidità degli argomenti, prosodia insolita e/o una padronanza lessicale inattesa in rapporto all’età. Queste caratteristiche linguistiche possono essere visibili anche nella scrittura, spesso peculiare.
La compromissione comunicativa riguarda anche la comunicazione non verbale e nello sviluppo, gestione e comprensione delle relazioni. Si possono osservare difficoltà nella comprensione delle espressioni facciali, dei gesti e del tono della voce associate a un desiderio di amicizia non supportato da adeguate modalità relazionali o da una effettiva idea di cosa significhi un rapporto di amicizia. Con l’avanzare dell’età e con l’aumento della complessità delle relazioni, il divario tra la persona nello spettro e gli altri tende ad aumentare se non efficacemente supportato.
Pattern di comportamento, interessi o attività ristretti e ripetitivi
Nelle persone con autismo di livello 1, si può notare spesso la cosiddetta insistenza nella sameness, caratterizzata da routine rigide e rituali che possono avere le funzioni di “decompressione” – ovvero l’abbassamento dell’attivazione emotiva – , la salvaguardia della coerenza degli eventi quotidiani o l’evitamento di situazioni percepite come pericolose o sgradevoli. La rottura, specie se improvvisa, della sameness può portare a grande agitazione, ansia o rabbia.
Nelle persone con autismo di livello 1 possono essere presenti interessi speciali, ovvero attività anomale per intensità e profondità che assorbono completamente la persona. Questi interessi possono riguardare ambiti di conoscenza, hobby o collezioni e hanno principalmente funzione autoregolativa o ricostituente in presenza di stati emotivi o fisici alterati.
I pattern di comportamento riguardano anche la iper- o ipo-reattività agli stimoli sensoriali, intese come una maggiore o minore sensibilità agli stimoli percepiti con uno o più dei 5 sensi. Nelle persone in età scolare l’evitamento delle aree di aggregazione a scuola può essere data sia dalle difficoltà in ambito sociale che da una eccessiva stimolazione sensoriale, tale da provocare malessere.
Queste caratteristiche possono essere presenti nelle persone con autismo di livello 1.
Conclusioni
La precedente dicitura di Sindrome di Asperger è stata sostituita da quella di Disturbo dello Spettro Autistico, inserendo 3 livelli di gravità in base al supporto richiesto. Questo cambiamento riflette il riconoscimento di una grande variabilità nell’espressione dei sintomi e pone l’autismo lungo un continuum con l’introduzione del termine “spettro” e dei livelli di gravità, garantendo una maggiore precisione di intervento e supporto alla persona.
Per le persone con Autismo di livello 1 la psicoterapia cognitivo comportamentale si è dimostrata particolarmente efficace. Per queste persone la limitata capacità comunicativa e di interazione può essere spesso un ostacolo per la psicoterapia, soprattutto se la immaginiamo solo come un dialogo tra cliente e psicoterapeuta.
La psicoterapia cognitivo comportamentale di terza generazione e in modo particolare l’ACT, attraverso la modalità di intervento esperienziale e contestuale, permette un avvicinamento più efficace al cliente con Autismo di livello 1 e un contatto maggiore con le persone e i contesti significativi per la persona.
Per approfondire
- https://www.iss.it/i-disturbi-del-neurosviluppo/-/asset_publisher/2CrcavX7aeS3/content/la-sindrome-di-asperger
- American Psychiatric Association (2013). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta edizione. DSM-5. Tr.it. Raffaello Cortina, Milano, 2015
- Tony Attwood (2018). Guida Completa alla Sindrome di Asperger. Edra.
- Dr. Mark, R. Dixon (2014). ACT for Children with Autism and Emotional Challenges. SS Press.
- Tony Attwood, Michelle Garnett (2016). Sconfiggere la Depressione nello Spettro Autistico. Edra.