Disturbo da uso di sostanze: Come si sviluppa una dipendenza?

di Laís de Andrade, psicologa formata in Italia e Brasile, specializzanda in psicoterapia cognitivo comportamentale

 

Secondo il DSM-5-TR, il disturbo da uso di sostanze è un “cluster di sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici che indicano come l’individuo continui a fare uso della sostanza nonostante i significativi problemi correlati alla sostanza” (American Psychiatric Association, 2023, p.654).

 

Il disturbo da uso di sostanze rappresenta una grave preoccupazione per la salute pubblica a livello mondiale: da un lato, aumenta notevolmente il rischio di infortunio, cancro, disabilità, omicidio e suicidio per la persona dipendente (Krotter et al., 2024); dall’altro, genera notevoli costi pubblici, legati alla prevenzione, all’assistenza medica, al trattamento, ai costi della giustizia penale e dei relativi reati (US Department of Health and Human Services, 2016).

 

 

Disturbo da uso di sostanze: quali sono i sintomi? 

 

Il disturbo da uso di sostanze è il risultato di molteplici fattori: genetici, ambientali e psicologici. La natura cronica di questo disturbo comporta spesso episodi di ricadute e remissioni, rendendo necessaria un’assistenza continua e coordinata per la gestione efficace della dipendenza. 

 

Secondo il DSM-5 -TR, per fare una diagnosi di disturbo da uso di sostanze è necessario che siano presenti almeno due criteri da una lista di undici. Il paziente viene poi classificato su un continuum da “lieve” a “grave” in base al numero di criteri manifestati.

Questi undici criteri possono essere raggruppati in quattro categorie:

  1. Controllo compromesso: l’individuo “perde” il controllo di quanta sostanza viene assunta; ovvero, usa la sostanza in quantità sempre maggiori e per una parte sempre più lunga della giornata. Inoltre, l’individuo può sperimentare craving, ossia desideri intensi di usare la sostanza, a punto tale da non riuscire a pensare ad altro;
  2. Compromissione sociale: il consumo prolungato di elevate quantità di sostanze può causare difficoltà nell’equilibrare la vita privata, il lavoro, le attività sociali e gli hobby;
  3. Uso rischioso: l’individuo continua ad usare sostanze, anche in situazioni pericolose che mettono a rischio la propria vita;
  4. Criteri farmacologici: si verificano fenomeni di astinenza e/o tolleranza. L’astinenza si verifica dopo un uso prolungato e intenso di una sostanza, quando l’individuo interrompe bruscamente il consumo. A seconda della sostanza, i sintomi possono variare dalla nausea all’ansia. La tolleranza, invece, si riferisce alla necessità di assumere dosi sempre più elevate a causa dell’abituazione dell’organismo alla sostanza.

 

 

Tipologie di sostanze

 

Molteplici sostanze rientrano nella categoria del Disturbo da uso di sostanze. Queste sono state raggruppate in 10 tipologie e includono: alcol, tabacco e droghe illecite (come cannabis, cocaina, eroina, ecc.).

 

Attualmente, la cannabis è la droga più utilizzata a livello globale, seguita dagli oppioidi, anfetamine, cocaina ed ecstasy. Nel 2022, il numero di consumatori di droghe è arrivato a 292 milioni, segnando un incremento del 20% rispetto ai dati di 10 anni fa (UNODC, 2024).

 

La cannabis è la sostanza che più frequentemente porta al disturbo da uso di sostanze in quanto è spesso associata ad un uso precoce e viene culturalmente “normalizzata” come sostanza ricreativa innocua (UNODC, 2024).

 

Comorbilità psichiatriche

Le persone con un disturbo mentale hanno maggiori probabilità di sviluppare un disturbo da uso di sostanze rispetto a chi non lo presenta (SAMHSA, 2024).

 

Tra i disturbi mentali più correlati all’uso di sostanze, troviamo il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, il disturbo bipolare, il disturbo borderline di personalità, il disturbo depressivo, il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo dello stress post-traumatico e la schizofrenia.

 

Perché una persona inizia a fare uso di sostanze?

Le motivazioni che spingono l’individuo a fare uso di sostanze variano ampiamente e possono riguardare diversi aspetti.

 

  • Socializzazione: alcuni individui iniziano a fare uso di droghe per integrarsi in gruppi sociali o per sentirsi parte di una comunità. La letteratura conferma che gli adolescenti con amici che fanno uso di droghe sono più inclini a utilizzarle a loro volta.  Gli amici non solo forniscono accesso alle sostanze, ma influenzano anche la formazione di convinzioni e atteggiamenti favorevoli nei confronti delle droghe (Branstetter, Low & Furman, 2011).
  • Divertimento: altri cercano l’uso di sostanze per provare piacere, svago o per divertirsi;
  • Gestione dell’ansia: alcuni usano droghe per ridurre l’ansia, la tristezza, per auto-medicarsi, o per sentirsi più a proprio agio in situazioni stressanti.
  • Gestione di eventi traumatici: alcuni ricorrono all’uso di sostanze per far fronte a traumi passati o esperienze dolorose.

 

 

Adolescenza e uso di sostanze

L’adolescenza merita un discorso a parte. L’adolescenza è una fase critica nello sviluppo dell’individuo, caratterizzata dalla ricerca di identità, dal desiderio di nuove esperienze, dalla ribellione verso l’autorità e dall’acquisizione di autonomia. Durante questa fase si verifica un progressivo allontanamento dai genitori e il confronto con i coetanei gioca un ruolo determinante.

 

Dal punto di vista fisiologico, questa fase è molto delicata, poiché il cervello attraversa significativi cambiamenti strutturali e funzionali, in particolare nel lobo frontale. Visto che la corteccia prefrontale degli adolescenti ancora non è totalmente sviluppata e vi è una iperattivazione del sistema limbico, gli adolescenti hanno più difficoltà a controllare gli impulsi e valutare rischi e benefici delle proprie azioni (Arain et al., 2013). Di conseguenza, gli adolescenti possono fare scelte più rischiose (Steinfeld & Torregrossa, 2023).

 

L’uso massiccio e prolungato di sostanze durante l’adolescenza può interferire negativamente con lo sviluppo del cervello, portando a effetti duraturi sulle funzioni cerebrali. Quanto più presto un individuo comincia a usare sostanze durante l’adolescenza, maggiori sono le probabilità di compromettere il normale sviluppo cerebrale (Branstetter et al., 2011). In laboratorio, è possibile misurare questi effetti negativi attraverso alcuni compiti cognitivi. Adolescenti esposti ad un uso precoce e prolungato di sostanze possono registrare performance peggiori nei compiti di: memoria, abilità spaziale, attenzione e funzioni cognitive (Sulaman, Hartley & Elvins, 2024).

 

A livello macroscopico, le modifiche cerebrali associate a un uso grave e prolungato di sostanze possono riflettersi in vari ambiti della vita (Welsh et al., 2024):

  • Sul piano scolastico, contribuendo al peggioramento delle prestazioni accademiche e ad un maggiore rischio di espulsione, con possibili ricadute sul piano lavorativo ed occupazionale.
  • Sul piano sociale: gli adolescenti che fanno un uso ricorrente ed eccessivo di sostanze sono più esposti a essere vittima di comportamenti di bullismo e a comportamenti sessuali ad alto rischio.
  • Infine, un uso regolare di cannabis in questa fascia di età è associato al rischio di sviluppo del disturbo da uso di sostanze e alla predisposizione a disturbi di salute mentale.

 

Questa situazione è particolarmente preoccupante alla luce dei recenti dati che mostrano un aumento dell’uso di cannabis tra gli adolescenti di 15 e 16 anni nel 2024 rispetto al 2023 (UNODC, 2024).

 

Questo trend allarmante sottolinea l’importanza di interventi preventivi, mirati a ridurre l’accesso e l’uso di sostanze in questa fascia di età.

 

 

Dipendenza da sostanze: quali sono le conseguenze?

Con il tempo, l’uso di sostanze può diventare il focus principale della vita dell’individuo, portandolo a trascurare relazioni sociali, obiettivi personali, responsabilità quotidiane, ecc. Questo si traduce in notevoli difficoltà che le persone con dipendenze possono dover affrontare, come:

 

Problemi di Salute

L’uso di sostanze come alcol, tabacco, eroina e metanfetamine è associato a un incremento del rischio di malattie cardiache. 

 

In particolare, l’abuso di alcol è fortemente associato all’insorgenza di ipertensione, mentre il fumo di sigaretta è ben noto come causa principale di cancro ai polmoni. Inoltre, l’uso simultaneo di più sostanze amplifica significativamente il rischio di gravi problemi di salute (Schulte & Hser, 2014).

 

Conflitti familiari

L’abuso prolungato di sostanze può generare una serie di conflitti all’interno della famiglia. La perdita di fiducia e la diminuzione delle aspettative da parte dei familiari possono portare ad un cambiamento nei ruoli familiari, con altri membri che iniziano a prendere in carico compiti precedentemente affidati alla persona dipendente. Questo può generare rabbia, frustrazione e stress, minando ulteriormente il senso di autoefficacia dell’individuo coinvolto.

 

Inoltre, il consumo di sostanze può comportare spese economiche significative e problemi finanziari legati alla perdita di lavoro da parte della persona dipendente, nonché portare alla disgregazione della famiglia, con conseguenti separazioni e allontanamento di eventuali bambini, da parte dei servizi sociali (Daley, 2014).

 

 

Complicazioni legali

L’uso di sostanze può portare a problemi legali, inclusi arresti e condanne, specialmente quando l’uso di droghe è associato ad altri comportamenti illeciti come la guida sotto l’effetto di sostanze.

 

Problemi lavorativi

La dipendenza può influire negativamente sulla produttività lavorativa, aumentando il rischio di assenteismo e riducendo le prestazioni lavorative. 

 

Ciò porta a difficoltà nel mantenere un’occupazione stabile e a possibili licenziamenti.

 

Ciclo di Dipendenza

Un uso continuativo di sostanze può innescare il cosiddetto “ciclo di dipendenza”.

Le conseguenze che derivano dall’uso di droghe, menzionate sopra, possono spingere l’individuo a fare uso della sostanza come meccanismo di coping per evitare o alleviare il disagio provocato dalla stessa, entrando così in un circolo vizioso.

 

Inoltre, quando l’uso diventa ormai abituale e pervasivo, smettere può causare sintomi di astinenza, inducendo la persona a dover continuare l’uso della sostanza per trovare sollievo. Questo ciclo rende particolarmente difficile il recupero e l’abbandono definitivo della dipendenza (Hayes & Levin, 2012).

 

Conclusioni

Come abbiamo visto, il disturbo da uso di sostanze è il risultato di un complesso intreccio di variabili genetiche, ambientali e psicologiche. La dipendenza non è un problema confinato all’individuo, ma ha ripercussioni profonde sulla salute pubblica, sulla società e sull’economia.

Le conseguenze negative non si limitano alla salute fisica, ma si estendono alle relazioni sociali, alla stabilità economica e alla sfera legale. L’adolescenza, in particolare, rappresenta una fase critica in quanto può favorire lo sviluppo del disturbo a partire da un uso ricreativo della sostanza in un contesto sociale.

 

Per approfondire

 

American Psychiatric Association – APA (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. 5th Edition. Text Revision. Washington, D.C.: American Psychiatric Association (trad. it. DSM-5-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2023).

 

Arain, M., Haque, M., Johal, L., Mathur, P., Nel, W., Rais, A., Sandhu, R., & Sharma, S. (2013). Maturation of the adolescent brain. Neuropsychiatric disease and treatment, 9, 449–461.

https://doi.org/10.2147/NDT.S39776

 

Branstetter, S. A., Low, S., & Furman, W. (2011). The Influence of Parents and Friends on Adolescent Substance Use: A Multidimensional Approach. Journal of substance use, 16(2), 150–160.

https://doi.org/10.3109/14659891.2010.519421

 

Daley D. C. (2013). Family and social aspects of substance use disorders and treatment. Journal of food and drug analysis, 21(4), S73–S76.

https://doi.org/10.1016/j.jfda.2013.09.038

 

Hayes, S. C., Pistorello, J., & Levin, M. E. (2012). Acceptance and Commitment Therapy as a Unified Model of Behavior Change. The Counseling Psychologist, 40(7), 976-1002.

https://doi.org/10.1177/0011000012460836

 

Krotter, A., Aonso-Diego, G., González-Menéndez, A., González-Roz, A., Secades-Villa, R. & García-Pérez, Ángel. (2024). Effectiveness of Acceptance and Commitment Therapy for Addictive Behaviors: A Systematic Review and Meta-analysis. Journal of Contextual Behavioral Science. 32. https://doi.org/10.1016/j.jcbs.2024.100773

 

SAMHSA – Substance Abuse and Mental Health Services Administration. (2024). Co-Occurring Disorders and Other Health Conditions.

https://www.samhsa.gov/medications-substance-use-disorders/medications-counseling-related-conditions/co-occurring-disorders

 

Schulte, M. T., & Hser, Y. I. (2014). Substance Use and Associated Health Conditions throughout the Lifespan. Public health reviews, 35(2).

https://doi.org/10.1007/BF03391702

 

Steinfeld, M. R., & Torregrossa, M. M. (2023). Consequences of adolescent drug use. Translational psychiatry, 13(1), 313.

https://doi.org/10.1038/s41398-023-02590-4

 

Sulaman, I., Hartley, S. and Elvins, R. (2024). Therapeutic alliance in the treatment of adolescent substance misuse: a systematic review. Child Adolesc Ment Health. https://doi.org/10.1111/camh.12671

  

UNODC, World Drug Report 2024 (United Nations publication, 2024): https://www.unodc.org/unodc/en/data-and-analysis/world-drug-report-2024.html

  

Welsh, J. W., Durham, R. M., Sitar, S. I., Modisette, K. C., Estrada, B. D., & Dennis, M. L. (2024). Diagnosing Adolescent Substance Use and Co‐Occurring Disorders Using the Global Appraisal of Individual Needs Quick Version‐4. Psychiatric Research and Clinical Practice, 0(0). 

https://doi.org/10.1176/appi.prcp.20230078

 

Laís de Andrade, psicologa formata in Italia e Brasile, specializzanda in psicoterapia cognitivo comportamentale presso l’Accademia ASCCO di Milano, focalizzata sulle terapie di terza generazione, con particolare enfasi sull’ACT. Mi occupo di sostegno psicologico rivolto ad adulti e adolescenti e di divulgazione. Linkedin: https://www.linkedin.com/in/laisag/