Quando la maternità non rispecchia quanto ci si aspetta: la Depressione Post-Partum
di Alice Savoia, psicologa e psicoterapeuta in formazione
La Depressione Post-Partum (DPP) è una delle diverse fenomeniche che possono esordire durante il periodo perinatale. La gravidanza e il post-partum, infatti, rappresentantano per ogni donna momenti di transizione e di grandi cambiamenti e, talvolta, questi possono portare allo sviluppo di una sofferenza psicologica.
Come si presenta la Depressione Post-Partum?
La gravidanza e la maternità, idealmente e culturalmente, sono associate ad emozioni e sensazioni positive e di felicità. Talvolta, il vissuto delle donne non rispecchia quanto è comunemente condiviso e l’esperienza soggettiva può portare all’esordio di situazioni di sofferenza psicologica come la Depressione Post-Partum.
Da recenti studi emerge come la prevalenza mondiale di questa condizione psicologica sia tra il 17% e il 17.7% (Hahn-Holbrook et al., 2018; Shorey et al., 2018), con stime specifiche e differenti per le diverse parti del mondo. Numerosi sono i fattori che possono incidere sullo sviluppo della Depressione Post-Partum, come ad esempio una condizione socio-economica bassa, un basso livello di scolarità, una scarsa rete sociale o l’aver avuto una storia pregressa di disturbi psicologici (Banti et al., 2011).
L’esperienza delle donne in gravidanza e/o durante il post-partum che esperiscono una sintomatologia depressiva è ricca di vissuti complessi e differenti. La maggior parte di questi sono i medesimi, sia durante il periodo gestazionale che durante il periodo che segue il parto. Sono presenti vissuti incomprensibili rispetto a pensieri ed emozioni, una sensazione diffusa di agitazione e momenti di ritiro sociale. Altre caratteristiche che accompagnano questi periodi possono essere tristezza, pianto, irritabilità, paura, sensazione di non essere in grado di svolgere il ruolo di madre e sentimenti di colpa.
Durante il post-partum si possono sviluppare anche emozioni e pensieri che riguardano l’incongruenza tra le aspettative della maternità durante la gravidanza e la realtà attuale, una difficoltà ad accettare le proprie emozioni, sensazioni e pensieri e, un marcato disagio nel comunicare i propri vissuti alla propria rete sociale, come famiglia, partner o amici (Grussu & Bramante, 2016).
I sintomi della Depressione Post-Partum
I clinici, gli psicologi, gli psicoterapeuti, gli psichiatri e la comunità scientifica di riferimento condividono alcuni manuali specifici [International Classification of Diseases (ICD-10) e Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (DSM-5)] per la formulazione della diagnosi di una determinata condizione psicopatologica, aderendo ai criteri diagnostici descritti all’interno di questi.
Seguendo quanto formulato e descritto nel DSM-5, la Depressione Post-Partum, oltre alle varie sfumature soggettive con le quali può manifestarsi, condivide la medesima sintomatologia del Disturbo Depressivo Maggiore. Di conseguenza, si riconosce e si definisce la presenza di un Disturbo Depressivo Maggiore quando, per almeno due settimane consecutive, la persona esperisce almeno 5 dei seguenti sintomi:
- estrema tristezza,
- perdita di interessi,
- disturbi del sonno,
- cambiamento nell’appetito,
- agitazione o rallentamento psicomotorio,
- faticabilità,
- sentimenti di colpa,
- diminuzione nell’abilità di concentrazione
- pensieri ricorrenti di morte (American Psychiatric Association [APA], 2013).
Il DSM-5 riconosce la Depressione Post-Partum e la sua manifestazione durante il periodo perinatale, includendo uno specificatore di insorgenza, e viene riconosciuta tale se la sintomatologia si sviluppa durante il periodo della gravidanza ed entro le 4 settimane dal parto.
In realtà su questi criteri temporali, la comunità scientifica è tutt’oggi in dibattito in quanto, se si osserva quanto esplicitato dalla Marcé Society (Società Internazionale per la salute perinatale), si definisce episodio depressivo perinatale qualunque episodio che avvenga durante la gravidanza ed entro il primo anno post-partum (O’Hara & Wisner, 2014).
Le possibili conseguenze della Depressione Post-Partum
Lo sviluppo di uno o più episodi depressivi nel periodo della gravidanza e/o del post-partum rappresentano momenti significativi di cambiamento che conducono ad una progressiva compromissione nella vita quotidiana della donna. Questa compromissione può coinvolgere alcune o tutte le aree di vita, come l’area sociale-affettiva, l’area relazionale, l’area lavorativa e l’area delle competenze comportamentali.
Dalla letteratura emerge che le possibili conseguenze della Depressione Post-Partum non si verifichino solo in relazione alla salute fisica e psicologica della donna, ma possano interferire anche con lo sviluppo psicofisico del nuovo nato, e possano impattare significativamente sulla relazione di coppia e/o familiare e sulla relazione madre-bambino.
Relazione madre-bambino
La letteratura sottolinea come le caratteristiche della relazione madre-bambino, in cui la mamma soffre di depressione, siano definite da minori abilità nei compiti materni. Per esempio, diversi studi mostrano come le madri con depressione hanno una minore responsività alla richieste del neonato, dedicano un minor tempo e una discontinuità nell’allattamento al seno (Grussu & Bramante, 2016).
Sviluppo psicofisico del nuovo nato
La sintomatologia depressiva può interferire significativamente sullo sviluppo psicofisico del nuovo nato sia nel breve che nel lungo termine. Diversi studi suggeriscono, infatti, la possibilità che questi bambini abbiano un rischio maggiore di sviluppare disturbi psicologici, come depressione e problemi comportamentali (i.e. Barker et al., 2011).
Inoltre, soffrire di Depressione Post-Partum durante la gravidanza è associato a una minore capacità di movimenti ottimali del neonato alla nascita e nel periodo dopo il parto (i.e. Osborne et al., 2018).
Relazione di coppia e familiare
In alcuni casi la donna rifiuta i legami affettivi in quanto tende a ricercare l’isolamento o non esplicita le proprie emozioni e i propri pensieri per timore del giudizio. Altre volte, non chiede aiuto in quanto il partner è già impegnato in numerose attività, come ad esempio nell’attività lavorativa.
Tutto questo può portare allo sviluppo o ad un’amplificazione sempre maggiore nel divario relazionale tra lei e il proprio partner e/o a un maggiore isolamento sociale e familiare (Kleiman, 2009).
Conclusioni
La possibilità di individuare le mamme con sintomatologia depressiva e, ancor più, la possibilità di individuare le donne a rischio di sviluppare la depressione post-partum, è uno degli obiettivi principali di numerose istituzioni sanitarie e non solo.
La prevenzione primaria, fulcro portante della pratica clinica, è necessaria così da prevenire il possibile esordio di situazioni psicopatologiche. Ad oggi, esistono diverse iniziative, come ad esempio la possibilità di partecipare a corsi preparto ben strutturati e finalizzati anche ad approfondire argomenti psicologici.
Nel caso in cui notassi alcuni dei sintomi tipici della depressione post-partum o semplicemente, durante, il percorso della tua gravidanza, volessi approfondire determinati aspetti relativi alla maternità, affrontare paure e dubbi potresti partecipare ad iniziative che offrono uno spazio di condivisione, supporto, informazione e sensibilizzazione al tema.
Il progetto gratuito GESTA
Al momento è attivo il progetto gratuito GESTA (Gruppo di supporto telematico alla nascita), un programma di supporto psicologico online dedicato alle donne durante il periodo di gravidanza. Il percorso è strutturato in 10 incontri bisettimanali della durata di 45 minuti e si basa sui principi dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT).
Gli obiettivi, oltre quello di promuovere uno spazio in cui condividere le normali preoccupazioni della maternità, sono contattare il momento presente, affrontare emozioni, pensieri e aspettative anche difficili, scoprire quello che conta davvero e agire in modo consapevole.
Se sei interessata a partecipare, o conosci qualcuno che potrebbe esserlo, scrivi alla seguente mail di riferimento: gesta@milano-sfu.it .
Per approfondire:
American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). APA.
Banti, S., Mauri, M., Oppo, A., Borri, C., Rambelli, C., Ramacciotti, D., Montagnani, M. S., Camilleri, V., Cortopassi, S., Rucci, P., & Cassano, G. B. (2011). From the third month of pregnancy to 1 year postpartum. Prevalence, incidence, recurrence, and new onset of depression. Results from the Perinatal Depression–Research & Screening Unit study. Comprehensive psychiatry, 52(4), 343-351. https://doi.org/10.1016/j.comppsych.2010.08.003
Barker, E. D., Jaffee, S. R., Uher, R., Maughan, B. (2011). The contribution of prenatal and postnatal maternal anxiety and depression to child maladjustment. Depression and Anxiety, 28 (8), 696-702. https://doi.org/10.1002/da.20856
Grussu, P., & Bramante, A. (2016). Depressione perinatale. In P. Grussu, & A. Bramante (A cura di) Manuale di psicopatologia perinatale. Profili psicopatologici e modalità di intervento (63-86). Erickson.
Hahn-Holbrook, J., Cornwell-Hinrichs, T., & Anaya, I. (2018). Economic and health predictors of national postpartum depression prevalence: a systematic review, meta-analysis, and meta-regression of 291 studies from 56 countries. Frontiers in Psychiatry, 8, 248. https://doi.org/10.3389/fpsyt.2017.00248
Kleiman, K. (2009). Therapy and the Postpartum Woman. Notes on Postpartum Depression for Clinicians and the Women Who Seek Their Help. Taylor & Francis Group.
O’Hara, M. W., & Wisner, K. L. (2014). Perinatal mental illness: definition, description and aetiology. Best practice & Research Clinical Obstetrics & Gynaecology, 28 (1), 3-12. https://doi.org/10.1016/j.bpobgyn.2013.09.002
Osborne, S., Biaggi, A., Chua, T. E., Du Preez, A., Hazelgrove, K., Nikkheslat, N., Previti, G., Zunszain, P. A., Conroy, S., & Pariante, C. M. (2018). Antenatal depression programs cortisol stress reactivity in offspring through increased maternal inflammation and cortisol in pregnancy: The psychiatry research and motherhood–depression (PRAM-D) study. Psychoneuroendocrinology, 98, 211-221. https://doi.org/10.1016/j.psyneuen.2018.06.017 Shorey, S., Chee, C. Y. I., Ng, E. D., Chan, Y. H., San Tam, W. W., & Chong, Y. S. (2018). Prevalence and incidence of postpartum depression among healthy mothers: a systematic review and meta-analysis. Journal of Psychiatric Research, 104, 235-248. https://doi.org/10.1016/j.jpsychires.2018.08.001