Coping power: un trattamento per la regolazione del comportamento dirompente in bambini e adolescenti

di Marzia Capoani, Psicologa – Psicoterapeuta cognitivo – comportamentale

 

Negli ultimi decenni, si è notato un aumento esponenziale dei disturbi esternalizzanti che riguardano comportamenti problema, impulsività, iperattività e rabbia negli adolescenti e giovani adulti.

Il Coping Power (Lochman et all., Università dell’Alabama, 2008) è uno dei protocolli di trattamento applicato in età evolutiva che si presenta come intervento di prevenzione secondaria, nel contesto scolastico per prevenire il rischio di sviluppare un Disturbo da Comportamento Dirompente (DCD) durante la scuola primaria e nei primi anni della scuola secondaria di primo grado.

 

 

Che cosa sono i disturbi del comportamento?

 

Negli ultimi decenni, i disturbi esternalizzanti (ad esempio quelli che interessano comportamenti problema, impulsività, iperattività e rabbia) sono gradualmente aumentati e si presentano sotto forma di problemi clinici sempre più impegnativi (Gazzotti, 2023).

Spesso questi problemi si presentano attraverso comportamenti che interferiscono con l’apprendimento, la vita sociale, la sicurezza dell’individuo o degli altri e possono essere dannosi o limitanti sia per chi li vive, sia per chi li circonda. Sono causati da difficoltà emotive, di comunicazione o frustrazioni e caratterizzati da aggressività, distruttività, fuga, autostimolazioni, o opposizione alle regole (Carta, 2020). I genitori, i familiari e anche gli insegnanti arrivano spesso in consultazione presso i servizi pubblici e privati, presentando difficoltà, ridotta autostima e autoefficacia, causati da un significativo peggioramento nel funzionamento quotidiano che può portare a comportamenti aggressivi, impulsività, disobbedienza e in alcuni casi anche a comportamenti antisociali e problemi legali.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM – 5, American Psychiatric Association, 2023), i disturbi del comportamento dirompente sono caratterizzati da fatica a rispettare le regole e a gestire le proprie emozioni, manifestando aggressività e provocazione verso figure autoritarie.

Le sottocategorie di questi comportamenti riguardano:

 

  • Il disturbo oppositivo – provocatorio

Caratterizzato da disobbedienza, ostilità e comportamenti provocatori verso gli adulti e l’autorità. Vengono rifiutati i compromessi, i rimproveri e/o le punizioni, si nota spesso un disimpegno morale caratteristico in soggetti non sono consapevoli dei propri atteggiamenti oppositivi e provocatori che si giustificano con richieste e circostanze irragionevoli. 

 

  • Disturbo della condotta

Si presentano atteggiamenti prevalentemente oppositivo provocatori rivolti a persone, animali o cose e condotte antisociali che comprendono furti, fughe o atti vandalici.

 

Tutti questi disturbi e i comportamenti annessi sono spesso influenzati da fattori predisponenti legati ad impulsività e aggressività, deficit nei meccanismi di regolazione emotiva e del controllo inibitorio, variabili familiari come clima domestico, conflittuale e capacità di utilizzare strategie educative adeguate (Bowlby, 1988,- Emiliani et. all, 1998).

 

Cos’è Coping Power?

Per poter comprendere e affrontare questi disturbi, è importante usare strategie mirate atte a gestirli, oltre che attuare strategie sia anticipatorie che reattive alla loro manifestazione (Cappello et al., 2022).

Tra queste strategie più conosciute vi è il Coping Power, un protocollo sviluppato da Lochman e collaboratori (Università dell’Alabama, 2008) (versione italiana Muratori, Polidori e al., Erickson, 2012) per il trattamento del comportamento dirompente, applicato in età evolutiva.

Si tratta di un intervento di prevenzione secondaria, nel contesto scolastico e destinato ai bambini con rischio di sviluppo di un Disturbo da Comportamento Dirompente (DCD), Oppositivo Provocatorio e/o della Condotta, durante la scuola primaria e nei primi anni della scuola secondaria di primo grado. 

Il programma si basa su interventi cognitivo-comportamentali già esistenti e sul modello sociocognitivo (Dodge e Crik 1994), che ha come obiettivi principali, l’aumento del riconoscimento e modulazione di segnali fisiologici della rabbia (come tensione muscolare, rossore in viso, aumento sudorazione), il prospective taking (come capacità di porsi nei “panni” dell’altro sviluppando la capacità di separare emozioni e razionalità) e trovare nuove strategie per risolvere adeguatamente le situazioni conflittuali.

 

A chi è rivolto e come si svolge il Coping Power. Due differenti programmi per i bambini e per i genitori.

 

Il programma Coping Power comprende trentadue sessioni (più tre conclusive) di psicoterapia di gruppo per i bambini (da svolgersi entro diciotto mesi) e sedici per i genitori. Ogni sessione prevede il raggiungimento di uno o più obiettivi che non necessariamente devono essere essere raggiunti in un singolo incontro.

 

Come si svolge il Coping Power?

 

Il programma prevede l’uso di tecniche cognitivo comportamentali che riconoscono e modulano i segnali fisiologici della rabbia, aiutano a riconoscere lo stato emotivo altrui (Prospective Taking), aiutano a resistere alle pressioni dei pari e risolvere adeguatamente le situazioni conflittuali. 

Attraverso inoltre l’utilizzo di strategie, competenze acquisite e tecniche di role playing si cerca di incrementare la generalizzazione al di fuori del setting terapeutico. 

I partecipanti, in questo modo, individuano obiettivi a breve e lungo termine del loro miglioramento comportamentale soffermandosi su temi e strumenti di educazione emotiva, tecniche di autocontrollo, uso delle autoistruzioni, problem solving, gestione dei conflitti (Lochman et all., 2008).

 

Il Coping Power per i minori

 

I minori si trovano spesso in situazioni caratterizzate da un’elevata attivazione emotiva. Per questo viene svolto anche un lavoro di gruppo che permette di apprendere abilità interpersonali e competenze sociali attraverso esposizione in vivo. I minori si sperimentano così in attività che coinvolgono la sfera affettiva, il controllo della rabbia e gli stati di attivazione emotiva. 

L’obiettivo del programma è quello di riuscire a creare strategie per gestire al meglio lo svolgimento dei compiti scolastici e riconoscere le proprie abilità personali attraverso: 

  • l’uso di esercizi di rilassamento, ad esempio la respirazione e l’osservazione delle sensazioni corporee e mentali privandole di giudizio
  • l’auto-monitoraggio cognitivo ed emotivo, ad esempio creando maggiore consapevolezza di sé e migliorando la capacità di riconoscimento e gestione emotiva nella persona
  • l’analisi funzionale condivisa, valutando i fattori che influenzano e mantengono i comportamenti problema nei minori
  • l’evitamento di verbalizzazioni razionalizzanti e creando capacità di gestione di regole e/o punizioni.

 

 Il Coping Power per i genitori

 

Il Coping Power per genitori si sviluppa nel modello del Parent training come intervento psicoeducativo che fornisce ai genitori strumenti, tecniche comportamentali e comunicative per gestire le sfide legate alla crescita psico-emotiva e allo sviluppo dei propri figli. 

 

Conclusioni 

 

Il programma Coping Power comprende sedici sessioni di gruppo in due anni (Lochman et al., 2008) e intende creare e consolidare abilità nella gestione della relazione educativa e affettiva tra genitori e figli, sviluppando un clima sereno di coesione familiare, promozione di apprendimenti di strategie di problem solving e costruzione di Family meeting (riunioni settimanali il cui scopo è i migliorare l’apprendimento delle strategie del protocollo, condividere opinioni, fissare nuove regole e migliorare i livelli di comunicazione). 

I due percorsi vengono svolti in modo parallelo così da osservare la creazione di analoghe abilità individuali e relazionali sia per i bambini che per i propri genitori. I disturbi del comportamento rappresentano, negli ultimi anni, una grande sfida sia dal punto di vista diagnostico che di trattamento e fondamentale la creazione di un’alleanza di lavoro tra i minori e le loro famiglie.

 

Per approfondire 

 

Lochman, K. W., Lenhart L.A. (2008) Coping Power. Programma per il controllo di rabbia e aggressività in bambini e adolescenti. Edizioni Centro Studi Erikson, Trento.

 

Muratori, P., Buonanno, C., Capo, R., Isola, L., Mancini, F. (2011). Il Coping Power Program come possibile intervento di medicazione degli scopi e dei valori soggettivi nei disturbi da comportamento dirompente (DCD). IRCCS Fondazione Stella Maris, Pisa.

 

Dr.ssa Marzia Capoani Psicologa – Psicoterapeuta cognitivo – comportamentale

Laureata in psicologia cognitiva applicata presso l’Università degli Studi di Padova, sono da sempre interessata all’ambito della clinica e della formazione. Mi sono specializzata in psicoterapia cognitivo – comportamentale presso la scuola ASCCO di Parma. Mi aggiorno costantemente su nuovi approcci e tecniche al fine di garantire percorsi specifici a bambini, adolescenti e adulti che seguo nel mio studio. Sono molto interessata all’ambito delle emozioni e della personalità, tanto da aver conseguito la certificazione per il protocollo DBT (Dialettica and Behavioural Therapy). L’approccio a cui mi ispiro nel mio lavoro clinico è l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy), un’approccio basato su evidenze sperimentali, che usa strategie esperienziali di accettazione e mindfulness, insieme a strategie di impegno nell’azione e modificazione del comportamento. Ciò è fondamentale per me perché permette di mantenere sia una flessibilità personale e professionale