Ci vuole coraggio per crescere: la self-compassion come risorsa dell’adolescente per crescere con maggiore serenità

di Susanna Linetti, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione in psicoterapia “Humanitas” di Milano 

 

L’adolescenza è una fase della vita dinamica, in continuo cambiamento e se da un lato porta l’individuo a una crescente curiosità di scoprire il mondo esterno, di fare esperienze, dall’altro porta anche molta insicurezza e timori, sia nell’adolescente che nei suoi genitori.

In questo articolo vedremo come la self compassion e il modo di svilupparla attraverso esercizi, possa essere una risorsa per l’adolescente allo scopo di affrontare con serenità le difficoltà della vita.

 

 

Che cos’è la self compassion?

 

In genere, quando sentiamo la parola “Compassione” potremmo  pensare a un sinonimo di pietà verso qualcuno che soffre; tale sentimento ci fa sentire bene e amorevoli verso il prossimo, ma quando siamo noi a essere oggetto di pietà da parte degli altri, spesso nasce un sentimento di vergogna che ci spinge ad allontanarci dagli altri. 

La compassione, in realtà, non è sinonimo di pietà o empatia, ma è intesa più come “una sensibilità verso la sofferenza di noi stessi e degli altri, unita all’impegno nel tentare di alleviarla e prevenirla” (Gilbert, 2012 ).

Secondo la filosofia buddhista, prima di poterci prendere cura degli altri, è importante imparare  a prendersi cura di se stessi. 

La self compassion – intesa come riconoscimento della nostra stessa sofferenza e, di conseguenza, la capacità di trattarci con gentilezza – si pone l’obiettivo di imparare a essere gentili con noi stessi. Tutti noi siamo umani e in quanto tali soffriamo e sbagliamo, ma non per questo vuol dire che non siamo degni di amore (Neff, 2011).

 

La self compassion è utile in adolescenza?

 

Una domanda che potrebbe sorgere a questo punto è se sia possibile insegnare tali principi durante l’adolescenza; in caso affermativo, la self compassion potrebbe prevenire il disagio psicologico tipico di questa fase? È possibile insegnare a una persona che il più delle volte trova qualcosa di sé da odiare, ad amarsi di più?

Nei paragrafi successivi, proveremo a rispondere a queste domande.

 

Il fiume tortuoso dell’adolescenza 

 

Ah l’adolescenza…chi si dimentica quei giorni pieni di ormoni impazziti, discussioni con i genitori, risate con gli amici e soprattutto mille preoccupazioni, reali o percepite, per ogni cosa?

Potremmo descrivere l’adolescenza come un fiume tortuoso dalla corrente ricca di cambiamenti, sia fisici che psicologici, non facili da gestire ed accettare, sia dall’individuo stesso che dai suoi familiari.

L’adolescenza è caratterizzata da: 

 

1.  Ostacoli …

 

L’adolescente si trova a destreggiarsi con la corrente travolgente che caratterizza questa fase della vita: esplorazione del mondo, curiosità, creatività, cambiamento del rapporto con i genitori, individuazione del proprio posto nella società, la ricerca di un gruppo di appartenenza col quale identificarsi, le aspettative che deve (o pensa di dover) soddisfare per poter essere accettato.  

In caso di rifiuto, quando la situazione sembra irreparabile, l’adolescente si ritrova a sentire le emozioni, le autocritiche e le sensazioni in maniera più amplificata (Hobbs &Tamura ,2022).

 

2. …e fragilità 

 

Secondo studi recenti, l’età media di insorgenza di disturbi psichici e il picco di patologie come ansia, depressione e fobie sociale avviene proprio nella fase dell’adolescenza (Hobbs & Tamura,2022).

Se l’adolescente non ha gli strumenti con i quali poter rimanere a galla, corre il pericolo di venir trascinato da questa corrente e di annegare, rischiando così di soffrire psicologicamente anche durante l’età adulta.

 

Il “RAFT” della self compassion

 

Mi piace pensare come in questa fase della vita, la self compassion possa fungere da raft (il gommone che si usa tipicamente nel rafting) per l’adolescente, col quale possa cavalcare le onde, destreggiarsi tra gli scogli presenti nel fiume e affrontarli senza doverci sbattere contro.

Ma il gommone da solo non è sufficiente: ci vogliono anche remi, salvagenti e soprattutto l’aiuto degli altri membri dell’equipaggio. 

Allo stesso modo, per allenare la self compassion, è importante andare a lavorare sulle sue 3 componenti: 

  • la gentilezza verso sé stessi, intesa come trattarsi più con amore, come se dovessimo stare vicino a una amico che soffre; 
  • l’esperienza umana condivisa e imperfetta che accomuna tutti noi; 
  •  la mindfulness intesa come portare la propria esperienza in modo consapevole nel momento presente.

 

Come usare al meglio gli strumenti? 

 

L’adolescente, affinché possa prendere confidenza con questi strumenti, può essere guidato nella pratica di molti esercizi da una guida esperta (psicoterapeuta), sia in maniera formale che informale, che ha il compito di portarlo a saper maneggiare tali strumenti da solo.

Molti esercizi prevedono l’uso del corpo, la capacità di mantenere l’attenzione nel momento presente e richiedono la volontà da parte dell’individuo di prendersi cura di sé.

Più l’adolescente prenderà confidenza e si allenerà a usare gli strumenti sopra descritti, più imparerà a gestire le emozioni, ad autoregolarsi e a non lasciarsi travolgere da autocritiche troppo severe. 

La self compassion permette di ricordare agli adolescenti che non sono i soli a sbagliare e a passare un periodo difficile, che tutti noi ci siamo passati e anche i suoi coetanei sono nella stessa situazione. Inoltre, aiuta a essere più consapevoli dei loro schemi di pensiero e, di conseguenza, decidere di agire diversamente. Per un approfondimento, invito i lettori a consultare il libro di Hobbs & Tamura “Insegnare la self compassion agli adolescenti”(2022).

 

E l’equipaggio? 

 

Come il rafting richiede un bel lavoro di squadra per non cadere nel fiume, così anche lo sviluppo della self compassion negli adolescenti richiede un lavoro anche sul resto dell’equipaggio. 

È importante che anche i genitori capiscano o che ricordino in maniera consapevole quanto fosse tortuoso il fiume dell’adolescenza. Grazie alla mindfulness e alla self compassion hanno la possibilità di sviluppare nuove risorse, le quali, oltre a motivarli ad avere più cura di sé, possano aiutarli ad aiutare i loro figli a costruire resilienza e autoregolazione (Hobbs & Tamura, 2022). 

 

Bibliografia

Gilbert, P. (2012) “La terapia focalizzata sulla compassione: Caratteristiche distintive” FrancoAngeli Milano

Hobbs L., & Tamura N. (2022) “Insegnare la self compassion agli adolescenti” FrancoAngeli Milano

Neff K. (2011). “La self compassion: il potere di essere gentili con noi stessi” FrancoAngeli Milano

 

Dott.ssa Susanna Linetti

Psicologa clinica, laureata presso l’Università degli studi di Bergamo, psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia “Humanitas” di Milano. Mi occupo prevalentemente di autismo, lavorando come terapista ABA. Nel corso della mia formazione, ho maturato un particolare interesse per la self compassion come modello terapeutico e per le sue applicazioni cliniche