Cambiamenti ormonali e oscillazioni emotive nei giorni successivi al parto: il Maternity blues.
di Alice Savoia, Psicologa e psicoterapeuta in formazione presso ASCCO (Parma).
I giorni successivi al parto rappresentano un periodo in cui le donne possono vivere una condizione conosciuta come Maternity blues. Le oscillazioni ormonali, le sollecitazioni neuroendocrine e i vissuti psicologici ed emotivi, in una condizione anche di stanchezza fisica, possono portare la donna a sperimentare questa condizione.
La storia del Maternity blues
L’interesse e l’analisi dello stato psico-emotivo, noto ad oggi come Maternity blues, nacque durante l’Ottocento, in quanto alcune donne presentavano manifestazioni comportamentali ed emotive nel primo postpartum non considerate coerenti con l’idea culturale e sociale di come doveva esser la saluta materna postnatale.
Nonostante l’attenzione rivolta a questa condizione, solamente durante la metà del secolo scorso venne descritta e definita. Le caratteristiche iniziali erano: presenza di una lieve depressione riscontrabile dopo alcuni giorni dal parto, pianto, stanchezza e difficoltà di pensiero (Maloney, 1952). In seguito a diverse denominazioni per riconoscerla, come ad esempio “depressione del terzo giorno” (Maloney, 1952) o “postpartum blues” (Yalom et al, 1968), fu Pitt nel 1973, a coniare il termine che utilizziamo ancora ad oggi.
Infine, nonostante sia riconosciuta da professionisti e dai ricercato e le sia stata fornita un’etichetta, ad oggi non sono presenti criteri diagnostici specifici per questa condizione nei principali manuali diagnostici (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders [DSM]; International Classification of Diseases [ICD]) e tanto meno esistono delle scale di rilevazione della sintomatologia riconosciute e considerate attendibili e valide (Seyfried & Marcus, 2003).
Come si presenta il Maternity blues?
La gravidanza, il parto e il postpartum sono per molte donne periodi coinvolgenti e gratificanti e, allo stesso tempo, ricchi di paure e preoccupazioni. Durante questi eventi di vita le donne vivono e sperimentano grandi cambiamenti sia a livello fisico che a livello psicologico.
Infatti, questi sono caratterizzati da oscillazioni ormonali, alterazioni neuroendocrine, nuovi vissuti emotivi e cambiamenti rispetto alla percezione del proprio ruolo.
Le risposte delle donne a tali trasformazioni sono soggettive e, di conseguenza, le modalità comportamentali e la gestione dei vissuti emotivi risultano essere estremamente variegate, influenzate anche dal contesto di vita, dalla propria storia personale e dalla propria cultura di appartenenza (Grussu, 2016).
I sintomi del Maternity blues
I nuovi adattamenti subito dopo il momento del parto portano con loro una molteplicità di pensieri e di reazioni emotive e comportamentali. Come espresso precedentemente, ogni donna reagisce e agisce soggettivamente e, talvolta, si può sperimentare una sintomatologia ascrivibile al Maternity blues. Questa è caratterizzata da:
- deflessione dello stato dell’umore,
- momenti di sconforto,
- frequenti episodi di pianto,
- irritabilità,
- irrequietezza.
I sintomi denominati si presentano con un’intensità lieve, per breve tempo, possono occorrere in diversi momenti lungo l’arco della giornata e persistono per più giorni consecutivi (Grussu, 2016). Infine, è bene ricordare che il Maternity blues è una condizione non patologica, transitoria e diffusa nei primi giorni dopo il parto. L’ultima revisione svolta sulla prevalenza del Maternity blues, prendendo in considerazione 26 studi, ha riscontrato come questa sia del 39% (Rezaie-Keikhaie et al., 2020). Tuttavia, è bene ricordarsi che la presenza di una sintomatologia ascrivibile al Maternity blues, in alcune donne, rappresenta un fattore di rischio per il successivo sviluppo della condizione clinica nota come depressione postpartum (i.e. O’Hara et al., 1991; Henshaw et al., 2004). Anche la letteratura recente suggerisce come, tra i possibili fattori di rischio per lo sviluppo successivo della depressione postpartum, sia presente l’aver sofferto di Maternity blues (i.e. Al-Abri et al., 2023).
L’importanza dell’arco temporale
Il Maternity blues si colloca, generalmente, all’interno dei primi dieci-quindici giorni dopo il parto. Secondo alcuni autori, l’esordio può avvenire fin dal primo giorno postpartum e, nella maggior parte dei casi, si ha un picco sintomatologico durante il settimo giorno dopo il parto (i.e. Nonacs & Cohen, 1998).
Infine, la letteratura è concorde nell’affermare che tale condizione, come espresso precedentemente, si risolve spontaneamente durante l’arco temporale delle prime due settimane dal parto (i.e. Ferber, 2004).
Le differenze con la depressione postpartum
Il Maternity blues, come esplicitato precedentemente, è una condizione fisiologica, transitoria e non patologica, mentre la depressione postpartum è una condizione clinicamente rilevante e riconosciuta dalla comunità scientifica come psicopatologica alla quale corrisponde una diagnosi (DSM-5; APA, 2013).
Oltre a questa prima differenza, gli altri elementi che possono portare a distinguere le due situazioni sono il tempo e la compromissione che la donna sperimenta nelle sue aree di vita:
- Tempo: seguendo i criteri del DSM-5, la sintomatologia ascrivibile alla depressione postpartum dovrebbe durare oltre due settimane e, generalmente, insorge non nell’immediato postpartum.
- Compromissione: la sintomatologia della depressione postpartum interferisce con le attività quotidiane della donna, tra cui la cura di sé e del proprio bambino.
E’ utile e raccomandabile, contattare un professionista nel caso in cui la sintomatologia descritta dovesse persistere per un periodo di tempo prolungato.
Conclusioni
Il Maternity blues si riscontra in molte donne a seguito del parto. Tale condizione, generalmente, insorge tra il secondo ed il terzo giorno postpartum che, solitamente, coincide con le dimissioni ospedaliere. La donna, così come la famiglia, può essere impreparata rispetto alla sintomatologia transitoria e di intensità lieve che si presenta.
È fondamentale, quindi, essere informati rispetto a cosa può accadere durante il primo postpartum.
È consigliabile rivolgersi ad un professionista, anche durante il periodo di gravidanza, in modo tale da essere non solo informati, ma anche preparati nel caso in cui dovesse insorgere la sintomatologia tipica del Maternity blues.
Il progetto gratuito GESTA
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Se sei interessata a partecipare, o conosci qualcuno che potrebbe esserlo, scrivi alla seguente mail di riferimento: gesta@milano-sfu.it .
Per approfondire:
Al-Abri, K., Edge, D., & Armitage, C. J. (2023). Prevalence and correlates of perinatal depression. Social psychiatry and psychiatric epidemiology, 58(11), 1581-1590. https.//doi.org/10.1007/s00127-022-02386-9
Ferber, S. G. (2004). The nature of touch in mothers experiencing maternity blues. The contribution of parity. Early Human Development, 79, 65-75. https://doi.org/10.1016/j.earlhumdev.2004.04.011
Grussu, P. (2016). Il Maternity blues. In P. Grussu, & A. Bramante (A cura di) Manuale di psicopatologia perinatale. Profili psicopatologici e modalità di intervento (63-86). Erickson.
Henshaw, C., Foreman, D., & Cox, J. (2004). Postnatal blues: A risk factor for postnatal depression. Journal of Psychosomatic Obstetrics and Gynecology, 25, 267-272. https.//doi.org/10.1080/01674820400024414
Maloney, J. (1952). Postpartum depression or third day depression following childbirth. New Orleans Child Parent Digest, 6, 20-32.
Nonacs, R., & Cohen, L. S. (1998). Postpartum mood disorders: Diagnosis and treatment guidelines. Journal of Clinical Psychiatry, 59, 34-40.
O’Hara, M. W., Schlechte, J. A., Lewis, D. A. & Wright, M. A. (1991). Prospective study of postpartum blues: Biologic and psychosocial factors. Archives of General Psychiatry, 48, 801-806. https://doi.org/10.1001/archpsyc.1991.01810330025004
Pitt, B. (1973). Maternity blues. British Journal of Psychiatry, 122, 431-433. https://doi.org/10.1192/bjp.122.4.431
Rezaie-Keikhaie, K., Arbabshastan, M. E., Rafiemanesh, H., Amirshahi, M., Ostadkelayeh, S. M., & Arbabisarjou, A. (2020). Systematic review and meta-analysis of the prevalence of the maternity blues in the postpartum period. Journal of Obstetric, Gynecologic & Neonatal Nursing, 49(2), 127-136. https://doi.org/10.1016/j.jogn.2020.01.001
Seyfried, L. S., & Marcus, M. (2003). Postpartum mood disorders. International Review of Psychiatry, 15, 231-242. https://doi.org/10.1080/0954026031000136857
Yalom, I. D., Lunde, D. T., Moos, R. H., & Hamburg, D. A. (1968). Postpartum blues syndrome: A description and related variables. Archives of General Psychiatry, 18(1), 16-27. https://doi.org/10.1001/archpsyc.1968.01740010018003