fbpx

Adolescenza e preadolescenza: quali peculiarità?

Scritto da Agnese Novelli, psicologa e psicoterapeuta

Spesso si parla di adolescenza e preadolescenza come periodi critici, da “scavallare”, poiché accompagnati da vulnerabilità nei confronti delle pressioni del gruppo dei pari, da senso di disorientamento e mancanza di scopo e ci si dimentica di riconoscere che siano anche periodi in cui gli individui dispongono di maggiori risorse, di creatività e di coraggio: cambiamenti che andrebbero incoraggiati, anziché contrastati. 

Gli anni della preadolescenza e dell’adolescenza comportano sfide e cambiamenti importanti a livello cerebrale che contribuiscono alla formazione della mente adolescente, con le sue peculiari caratteristiche, e possono favorire in ciascuno individuo la creazione di qualità che, se impiegate saggiamente, potranno essere d’aiuto per vivere con pienezza la propria esperienza, sia in quelle fasi di età sia in età adulta. Ad esempio, se si riuscissero a mantenere le capacità di pensare, di immaginare e di percepire il mondo con uno sguardo nuovo e di esplorare con creatività la gamma di esperienze possibili, si potrebbe limitare l’emergere del senso di routine che, talvolta, soffoca la vita adulta, coltivando al suo posto l’esperienza della “straordinarietà dell’ordinario“. 

Comunemente si associa all’adolescenza l’immaturità della corteccia prefrontale, ma non è proprio solo così. Infatti, in adolescenza si realizza il collegamento tra aree diverse del cervello e si avvia il processo di integrazione, grazie al quale aumentano le fibre nervose che rendono possibile una diminuzione dell’impulsività, un aumento spazio di riflessione e un affinamento del pensiero globale. 

 

Quattro caratteristiche mentali degli adolescenti 

 

I cambiamenti che avvengono a livello cerebrale nei primi anni della preadolescenza predispongono nell’adolescenza la comparsa di quattro caratteristiche mentali che possono portare a risvolti comportamentali, sia protettivi sia rischiosi. 

1. La ricerca di novità 

La prima caratteristica è la ricerca di novità che emerge da una maggiore spinta a ricercare la gratificazione, alimentata da cambiamenti a livello dei circuiti cerebrali durante l’adolescenza. Si tratta di una spinta che crea una motivazione interna a fare esperienze nuove, a vivere in modo più intenso e con un maggiore coinvolgimento. Man mano che la sperimentazione di novità si affina, traducendosi in vivace curiosità per la vita, progettualità e spirito di avventura, emergono anche apertura nei confronti del cambiamento e passione di vivere. 

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal fatto che la ricerca di sensazioni forti e la maggiore propensione al rischio portino a dare più importanza a eccitazione e brivido, minimizzando le possibili conseguenze negative di una data esperienza. Tutto ciò può spingere ad adottare comportamenti pericolosi e dannosi. Ad esempio, l’impulsività può indurre a tradurre in atto un’idea, senza fermarsi a riflettere sulle conseguenze.

 

2. Il coinvolgimento sociale 

La seconda caratteristica è il coinvolgimento sociale che intensifica le relazioni e i legami con i coetanei e porta al formarsi di nuovi rapporti di amicizia. L’intensa socialità favorisce la formazione di relazioni di sostegno che rappresentano un fattore di sostegno, benessere e longevità nel corso della vita. 

Il rovescio della medaglia è che ci si possa isolare dagli adulti, circondarsi solo da pari e mostrando comportamenti più a rischio. Questa situazione trova terreno fertile quando è presente un rifiuto assoluto degli adulti, della loro esperienza e del loro modo di ragionare. 

 

3. La maggiore intensità emotiva

La terza caratteristica è la percezione di una maggiore intensità emotiva che dona vitalità all’esistenza. Le emozioni intense possono essere fonte di energia e carica vitale e possono donare entusiasmo e gusto per la vita. 

D’altro lato, l’emotività intensa può essere controproducente quando prende il sopravvento e può causare impulsività, sbalzi di umore e una reattività accentuata.

 

4. L’esplorazione creativa

Infine, la quarta caratteristica è l’ esplorazione creativa, accompagnata da un aumento della consapevolezza. Le nuove capacità di pensiero concettuale e il ragionamento astratto, emergenti in adolescenza, consentono di mettere in discussione lo status quo, di affrontare i problemi con soluzioni “fuori dagli schemi”, di produrre nuove idee e creare innovazione. Strategie niente male per vivere la pienezza della vita. 

Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che la ricerca del senso della vita può portare a una crisi di identità, a essere vulnerabili nei confronti delle pressioni del gruppo dei pari e a un senso di disorientamento e di mancanza di scopo

 

Il ruolo della dopamina nella mente adolescente

 

Un altro aspetto, delicato e importante, da tenere in considerazione è il ruolo della dopamina: neurotrasmettitore che ha un ruolo fondamentale nel creare la spinta a cercare la gratificazione. 

A differenza di quanto si possa pensare la dopamina è meno presente nel cervello di preadolescenti e adolescenti rispetto al cervello degli adulti. Questa “carenza dopaminergica” implica un maggiore impatto dei fattori esterni che ne portino un suo rilascio nel cervello. Basti pensare a quanto i ragazzi si percepiscano maggiormente annoiati rispetto agli adulti e a quanto ricerchino situazioni che portino loro maggiori eccitazione e gratificazione. 

Inoltre, la spinta dopaminica emerge con un aumento dell’impulsività, una maggiore predisposizione alle dipendenze e iper-razionalità. Quest’ultimo aspetto è curioso e indicativo di quanto l’ambiente circostante sia fondamentale nell’offrire una prospettiva più ampia e utile a promuovere scelte più adeguate e costruttive in relazione al contesto. 

Quando si parla di pensiero iper razionale si fa riferimento al fatto che adolescenti e preadolescenti tendano a pensare in modo concreto, analizzando le singole situazioni in termini di pro e contro, senza però considerarle nel complesso e perdendo, così, di vista il contesto generale. Inoltre, molto spesso, questa analisi verte con maggiore propensione verso i pro, contribuendo così alla messa in atto di comportamenti inadeguati e rischiosi. 

 

Il ruolo degli adulti per gli adolescenti


Riconoscendo tutto ciò, proviamo a riflettere su quanto sia fondamentale il ruolo degli adulti di riferimento in queste fasi della vita. L’adulto di riferimento diviene un prezioso contesto che ha la possibilità di aiutare il ragazzo ad ampliare il proprio punto di vista, che parte da questa analisi fisiologica pro e contro verso i pro, così da permettergli di osservarsi e osservare i propri comportamenti, inserendoli in un contesto più ampio e maggiormente a contatto con l’ambiente circostante.  

Alla luce delle informazioni di cui sopra, che si spera possano aver promosso maggiori comprensione e curiosità delle caratteristiche della mente adolescente, sarebbe bello chiedersi se  vi possa essere un modo nuovo per avvicinarsi e prendersi cura dei giovani, riconoscendone  i bisogni specie-specifici legati al peculiare periodo di crescita.

 

Bibliografia di riferimento 

 

Jensen, F.E & Nutt, A.E. (2015). Il cervello degli adolescenti. tutto quello che è necessario sapere per aiutare i nostri figli. Mondadori: Milano. Versione Kindle.

 

Siegel, D.J. (2014). La mente adolescente. Raffaello cortina: Milano.

 

 

Agnese Novelli, psicologa e psicoterapeuta.

Specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale presso ASCCO di Parma dove ha conosciuto l’Acceptance and Commitment Therapy – ACT e la Mindfulness, verso le quali ha mostrato fin dall’inizio interesse e curiosità. Dal 2018 è membro del direttivo di ACT ITALIA e membro dell’équipe Leaves – Psicologia Applicata. I principali ambiti di intervento come libera professionista presso lo Studio Leaves di Reggio Emilia sono: percorsi educativi e clinici rivolti ad adolescenti e adulti; formazione e sostegno in ambito scolastico; percorsi clinici per persone con disturbi d’ansia e dell’umore