ACT e Julio Velasco: lezioni di flessibilità psicologica dalla nazionale di pallavolo femminile

di Marta Schweiger, Ph.D, psicologa e psicoterapeuta

 

Che cosa può avere in comune l’Acceptance and Commitment Training (ACT) con il successo di Julio Velasco e della nazionale di pallavolo femminile? Molto più di quanto si possa pensare. La “T” di ACT non sta solo per Therapy ma anche per Training: è un approccio che allena persone, squadre e organizzazioni ad affrontare le sfide della vita con flessibilità psicologica. Non a caso viene utilizzato ampiamente nella psicologia dello sport, nella psicologia del lavoro e in tutti quei contesti in cui è richiesta una prestazione.

 

Il segreto è non evitare di perdere

Velasco ha sempre invitato le sue atlete a non proteggersi dalla sconfitta ma a focalizzarsi sul giocare bene. Anche l’ACT sottolinea la differenza tra vivere per evitare il dolore o il fallimento e vivere orientati alle qualità che vogliamo mostrare, cioè i nostri valori. Accettare il rischio di perdere permette di giocare con coraggio.

 

Se c’è in gioco qualcosa di importante, non sarà facile

Velasco insegna che la difficoltà e il dolore sono parte integrante di qualunque partita significativa: vincere qualcosa di importante senza fatica e disagio semplicemente non succede quasi mai. È lo stesso principio promosso dall’Acceptance and Commitment Training: non cercare di eliminare emozioni scomode o ostacoli, ma accoglierli come parte inevitabile del percorso. In questo approccio alla psicologia dello sport, l’atleta che accetta la fatica e l’errore può restare libero di giocare.

 

Non “attaccarsi” alle spiegazioni

Una delle frasi più celebri di Velasco è: «Chi vince festeggia, chi perde spiega.» È una battuta brillante, ma anche una descrizione perfetta di ciò che in ACT viene chiamato fusione cognitiva. Quando le cose non vanno come vorremmo, la mente si riempie di spiegazioni, giustificazioni e auto-critiche che finiscono per intrappolarci. L’ACT invita a notare questi racconti della mente senza restare bloccati: se pratichiamo la defusione, invece di restare fermi a “spiegare” la sconfitta, possiamo tornare ad agire efficacemente, proprio come una squadra che dopo un errore pensa subito alla “palla successiva”.

 

Stare nel presente, palla dopo palla

Velasco lo ha detto chiaramente: «Non si deve pensare né al prima né al dopo, ma giocare palla dopo palla, partita dopo partita. Perché lo sport più di ogni altra cosa è ciò che si fa qui e ora, nel momento.» Questo è il processo al centro della flessibilità psicologica promossa dall’ACT: il contatto con il momento presente. Non rimuginare sul passato né lasciarsi dominare dall’ansia del futuro, ma radicarsi nel “qui e ora”, dove avviene ciò che può fare la differenza. È lì che la nazionale di pallavolo femminile costruisce il proprio successo.

Ricominciare, sempre

Per Velasco il vero valore di una squadra non è non sbagliare mai, ma avere il coraggio di riprovare, rialzarsi e continuare a giocare. Questo riflette il vero significato di quello che nell’Acceptance and Commitment Training chiamiamo azione impegnata: non aspettare condizioni perfette, ma agire comunque. I passi indietro e i momenti di difficoltà diventano così occasioni di crescita, più che di sconfitta.

Scelta, autonomia, senso di squadra

«Uno non è un grande allenatore quando fa muovere i giocatori secondo le proprie intenzioni, ma quando insegna i giocatori a muoversi per conto loro” ha detto Velasco. La psicologia dello sport e del lavoro orientata all’ACT valorizza la scelta personale e orientata ai valori: non si tratta di obbedire a regole esterne, ma di impegnarsi in azioni che abbiano senso per sé e per la squadra. Evidenzia anche quanto l’autonomia migliori motivazione e rendimento.

Essere duri non serve

Velasco, in un’intervista, ha osservato che quando un’atleta commette un errore, si sta già colpevolizzando: rimproverarla in quel momento è controproducente. Non ha bisogno di ulteriori giudizi, ma della serenità per tornare al gioco. Nell’ACT questo corrisponde alla self-compassion: notare l’errore senza identificarsi con esso, trattarsi con umanità e tornare al presente. Non è debolezza, ma un modo per ritrovare forza, concentrazione e coraggio.

 

Un approccio centrato sul giocare, non sulla prestazione

La nazionale di pallavolo femminile allenata da Julio Velasco è un esempio di come un approccio non centrato solo sul risultato renda paradossalmente più probabile, nel tempo, il successo. L’ACT ridefinisce il concetto di successo, spostando il focus dai risultati ai processi citati nell’articolo. Le ricerche mostrano che questo migliora il benessere e, di conseguenza, la prestazione.

Il Centro Interazioni Umane lavora con società sportive, aziende e organizzazioni per rafforzare la flessibilità psicologica e migliorare la capacità di adattarsi alle situazioni difficili, aumentando così le probabilità di successo nel tempo.

 

Marta Schweiger, Ph.D, psicologa e psicoterapeuta.

Da quando ho incontrato l’Acceptance and Commitment Therapy e la Mindfulness le studio, le pratico nella mia vita e le applico nel mio lavoro. Come psicoterapeuta lavoro con adulti, adolescenti, bambini e mi occupo di sostegno alla genitorialità. Sono coordinatore di progetto, formatore e docente, in particolare negli ambiti sanitario ed educativo. Mi interessa comprendere con precisione e profondità i processi da cui dipende il cambiamento per promuoverlo con flessibilità ed efficacia.